30 Giugno 2026 - 00:59:19
di Tommaso Cotellessa
Si accende il confronto politico all’Aquila sul futuro del Centro nazionale per i giovani e il Servizio civile universale. Dopo la nota diffusa dai capigruppo della maggioranza di centrodestra, che hanno accusato il Partito Democratico di aver tentato di sottrarre risorse destinate alla struttura in fase di realizzazione nel capoluogo abruzzese, è arrivata la dura replica del Pd, cui si è aggiunta quella di Sinistra Italiana-AVS.
I capigruppo di maggioranza – Leonardo Scimia (Fratelli d’Italia), Alessandro Maccarone (L’Aquila Protagonista), Daniele Ferella (Lega), Daniela Bontempo (Forza Italia), Gloria Nardecchia (Udc), Fabio Frullo (Azione) e Daniele D’Angelo (Futuro Nazionale) – sostengono di aver “sventato il tentativo del Partito Democratico di Elly Schlein di scippare quasi cinque milioni di euro” destinati al funzionamento del Centro per i giovani e il Servizio civile universale, progetto già finanziato con 69 milioni di euro e destinato alla riqualificazione di una parte del progetto CASE attraverso la realizzazione di alloggi e servizi per le nuove generazioni.
Secondo la maggioranza, su richiesta del sindaco Pierluigi Biondi e d’intesa con il ministro Andrea Abodi, era stato predisposto un emendamento per ampliare le competenze del futuro centro e destinare circa cinque milioni di euro l’anno al suo funzionamento. L’emendamento, spiegano, è stato successivamente ritirato per essere perfezionato, ma nel frattempo deputati del Partito Democratico avevano presentato due subemendamenti che prevedevano l’istituzione di ulteriori sedi a Taranto e Vicenza, con il rischio, secondo il centrodestra, di dividere le risorse disponibili.
Da qui l’attacco politico al Pd e alla segretaria Elly Schlein, accusati di voler penalizzare L’Aquila.
Una ricostruzione respinta con decisione dai democratici, che parlano invece di “bugie e mistificazioni”. Il Pd ricorda come i 69 milioni destinati al Centro nazionale di formazione del Servizio civile universale siano stati stanziati durante il Governo Draghi, quando Fratelli d’Italia sedeva all’opposizione, e rivendica il proprio ruolo nella costruzione delle principali misure per la ricostruzione e lo sviluppo del territorio aquilano.
Nel merito della vicenda parlamentare, i democratici sostengono che il subemendamento presentato dai propri deputati non puntasse a sottrarre risorse all’Aquila, ma esclusivamente ad ampliare il progetto prevedendo ulteriori sedi a Taranto e Vicenza. Evidenziano inoltre come l’emendamento principale sia stato ritirato su richiesta dello stesso Governo, osservando che, se davvero vi fosse stata la volontà di mantenere lo stanziamento, sarebbe stato sufficiente respingere il subemendamento del Pd.
Per il Partito Democratico, dunque, la polemica rappresenterebbe un tentativo della maggioranza comunale di nascondere quella che definisce una bocciatura politica da parte del Governo nei confronti della richiesta avanzata dal Comune dell’Aquila.
Alla vicenda è intervenuta anche Sinistra Italiana-AVS, che ha spostato il confronto sul piano politico, mettendo in evidenza quelle che definisce le contraddizioni della maggioranza cittadina.
In una nota firmata dai segretari provinciale e comunale, Fabrizio Giustizieri e Pierluigi Iannarelli, insieme al capogruppo comunale Lorenzo Rotellini, Sinistra Italiana sottolinea come a livello nazionale esponenti di Azione e del centrodestra rivendichino profonde incompatibilità politiche con le posizioni espresse dal generale Roberto Vannacci, mentre all’Aquila siedono stabilmente nella stessa coalizione di governo cittadina.
Secondo AVS, la nota congiunta sottoscritta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc, Azione e dagli altri gruppi di maggioranza rappresenterebbe “la fotografia di una coalizione tenuta insieme dalla convenienza”, accusando le forze moderate di sacrificare i principi dichiarati pur di mantenere gli equilibri amministrativi.
Lo scontro, nato intorno a un emendamento parlamentare sul Centro giovani e il Servizio civile universale, si trasforma così in un nuovo terreno di confronto politico tra maggioranza e opposizioni, con accuse reciproche sulla gestione delle risorse destinate alla città e, più in generale, sul bilancio di quasi dieci anni di amministrazione del centrodestra. Una contrapposizione destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito politico aquilano in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
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