30 Giugno 2026 - 16:34:20

di Tommaso Cotellessa

Il quartiere di Valle Pretara, uno dei più vicini al centro città, sarà presso interessato da un importante intervento di riqualificazione.

La Giunta comunale aquilana ha infatti approvato il progetto esecutivo di riqualificazione e manutenzione straordinaria di piazza degli alpini, lo spazio pubblico antistante la parrocchia di Santa Maria Mediatrice, la chiesa del quartiere ancora inagibile a causa del sisma del 2009 ma per la quale il processo di ricostruzione è stato sbloccato lo scorso gennaio consentendo l’avvio dell’iter per la riqualificazione dell’edificio.

Con l’approvazione del progetto la piazza cambierà volto andando così a valorizzare l’intero quartiere.

Il progetto da 200mila euro – interamente finanziati con risorse del bilancio del Comune – punta a restituire al quartiere uno dei suoi principali luoghi di incontro, attraverso una riqualificazione complessiva della piazza. L’intervento prevede la riorganizzazione degli spazi pedonali, il miglioramento dell’accessibilità, la realizzazione di nuove aree verdi, la riduzione delle superfici impermeabili con una più efficace gestione delle acque meteoriche, oltre al rifacimento dell’illuminazione e delle reti di servizio. Un’opera pensata per rendere la piazza più funzionale, sicura e fruibile, anche in vista della futura riapertura della vicina scuola Celestino V.

La rinascita della piazza di Valle Pretara si inserisce in un intervento più ampio, come spiegato dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi assieme all’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis, i quale hanno dichiarato:

«Con questo intervento proseguiamo il percorso di riqualificazione dei quartieri della città, investendo su uno spazio che rappresenta un punto di riferimento per la comunità di Valle Pretara. Restituire ai cittadini una piazza più bella, accessibile e funzionale significa creare nuove occasioni di incontro e rafforzare la qualità della vita nei quartieri. La riqualificazione di piazza degli Appennini si affianca alla ricostruzione della scuola Celestino V e a quella della chiesa di Santa Maria Mediatrice, il cui iter è stato sbloccato grazie alle disposizioni normative introdotte dal Governo per consentire la ricostruzione degli edifici di culto privi di vincolo storico-artistico. Sono interventi che contribuiranno a ridisegnare il cuore del quartiere e a restituire ai residenti servizi, spazi pubblici e luoghi identitari. È così che immaginiamo la rigenerazione urbana: non una somma di opere, ma un progetto complessivo di rinascita delle comunità».

L’auspicio più grande è che questo processo di riqualificazione non sia calato dall’alto ma frutto di un percorso condiviso e partecipato con i residenti. Un’operazione tanto più necessaria all’interno di un quartiere che, posto al centro della città, vantava un forte spirito di appartenenza affievolito sempre più dalla rimozione di ogni tipologia di servizio. L’obiettivo deve essere quello di ricominciare a costruire a misura di donna, di uomo e di famiglia, riqualificare un quartiere vuol dire renderlo di nuovo vivo liberandolo dall’anonimato.