02 Luglio 2026 - 12:46:15

di Marco Giancarli

Un elicottero perde il controllo a causa del maltempo e cade in una località impervia e i membri dell’equipaggio sono dispersi.

È lo scenario al centro dell’esercitazione alla quale ha preso parte il Nono Reggimento Alpini, con il personale del Terzo Reggimento Alpini, il 185° Reggimento Paracadutisti RAO “Folgore”, il 7° Reggimento AVES “VEGA”, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e gli specialisti Meteomont.

L’esercitazione, sviluppata secondo uno scenario operativo realistico a San Benedetto in Perillis (AQ), ha simulato la ricerca e il recupero di personale disperso e l’intervento in favore dell’equipaggio di un elicottero costretto a un atterraggio di emergenza in area impervia.

L’attività ha consentito di verificare procedure, capacità di coordinamento e rapidità d’intervento in un contesto caratterizzato da elevata complessità operativa, impiegando assetti terrestri, unità cinofile, sistemi a pilotaggio remoto e un elicottero dell’Aviazione dell’Esercito. L’esercitazione ha permesso di consolidare l’integrazione tra le diverse componenti coinvolte, verificando l’efficacia della catena di comando, delle comunicazioni interforze, delle procedure di recupero tecnico-sanitario e del coordinamento tra assetti militari e organismi civili specializzati nel soccorso alpino.

«Questa attività è proprio volta a rinforzare e verificare la sinergia che noi vogliamo ricercare tra le varie squadre, per questo nell’ambito di questa attività abbiamo creato delle squadre miste – spiega il comandante Mario D’Angelo Comandante di Reggimento -. Abbiamo anche degli ufficiali marocchini come osservatori, e tutta una serie di attori che sono interessati allo sviluppo di questa esercitazione che ha la finalità di creare una sinergia istituzionale per poter consentire una migliore cooperazione nell’ambito di queste attività di intervento».

Attenzione particolare è sempre rivolta a garantire una più stretta conoscenza tra le persone che operano affinché le attività si svolgano nel migliore di modi e, ovviamente, all’aspetto procedurale degli interventi.

«Ogni operatore delle varie componenti svolge un percorso formativo di un certo tipo, quindi ciascuno nella propria peculiarità ha quelle competenze che riesce a trasmettere nell’ambito di queste attività addestrative che hanno il loro massimo svolgimento nelle due settimane che hanno preceduto questa giornata – continua D’Angelo – nelle quali gli operatori hanno avuto modo di mettere in praticsa quanto appresso e trovare le migliori soluzioni per poter intervenire in questi casi specifici».

Fondamentale il ruolo del corpo degli Alpini, che si trova spesso ad operare in contesti impervi.

«Il nono reggimento Alpini ha al proprio interno un’unità multifunzione che è il Battaglione di Vicenza a cui si associano queste squadre di soccorso alpino all’interno dei nostri ranghi – ha detto ancora D’Angelo -. Mi piace ricordare l’intervento che abbiamo svolto nell’ambito della tragedia di Rigopiano, in cui il nostro personale è intervenuto al fianco degli operatori che sono qui oggi e con i quali continuiamo ad esercitarci anche a distanza di anni».