07 Luglio 2026 - 17:17:02
di Tommaso Cotellessa
«Un primato non si proclama: si dimostra. Con dati pubblicati e date rispettate».
È una presa di posizione netta quella del Comitato Scuole Sicure e della Commissione Oltre il Musp, che replicano all’annuncio dell’Amministrazione comunale dell’Aquila, secondo cui il capoluogo abruzzese avrà «il maggior numero di scuole nuove con indici di vulnerabilità adeguati alla normativa».
Una risposta che arriva dopo anni di mobilitazioni portate avanti dai due comitati cittadini, impegnati affinché la città possa finalmente disporre di scuole «belle e sicure», come gli stessi attivisti hanno più volte ribadito nel corso di presìdi, manifestazioni e comunicati stampa.
Secondo i comitati, il messaggio diffuso dall’Amministrazione sarebbe privo di elementi concreti. Ad oggi, infatti, non sono stati resi noti i dati relativi all’attuale indice di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici comunali, né è stato pubblicato un cronoprogramma degli interventi previsti.
Nessuna informazione è stata inoltre diffusa sugli esiti delle verifiche di vulnerabilità disposte dal Comune lo scorso anno, proprio in seguito alle sollecitazioni dei comitati. Nel febbraio 2025 è stato affidato un approfondimento delle verifiche al livello più dettagliato, LC3. Al termine di questo percorso, senza che i risultati venissero resi pubblici, l’Amministrazione ha deciso di demolire e ricostruire quattro plessi scolastici: Torrione (5,7 milioni di euro), Colle Capocroce, Gianni Di Genova e San Francesco.
«Ma cosa è emerso da quelle relazioni?», chiedono i comitati.
Per ottenere una risposta, gli attivisti hanno presentato un accesso agli atti. Il Comune, tuttavia, ha negato l’ostensione della documentazione, spiegando che le verifiche, pur essendo state concluse e approfondite, necessitano ancora di una «validazione» da parte dell’Università e risultano quindi «al momento non ostensibili».
«Con rispetto per il lavoro degli uffici – affermano i comitati – quei documenti sono stati consegnati e pagati con risorse pubbliche. A chi appartengono i risultati, se non alla città? Presenteremo osservazioni e un accesso civico, fiduciosi in un ripensamento. Chiediamo solo trasparenza. Per intero. Subito».
I comitati richiamano poi l’attenzione anche sul rispetto delle scadenze. La conclusione dei lavori nei plessi di San Sisto-Santa Barbara era fissata al 15 giugno, mentre quella della scuola Celestino V al 30 giugno 2026, termini che, sottolineano, erano già stati rinviati negli anni precedenti.
«Quei cantieri sono conclusi? Quanti studenti a settembre lasceranno davvero i Musp – strutture dignitose, che non abbiamo mai definito “di cartapesta”, ma nate come soluzione provvisoria diciassette anni fa – per entrare nelle nuove scuole?», domandano ancora i comitati, evidenziando come, a oggi, non siano arrivate risposte. Viene inoltre ricordata l’assenza del Comune all’ultimo incontro con la Struttura di missione Sisma 2009.
«Diciassette anni dal 2009. Dieci anni di questa Amministrazione. Due mesi a settembre. La nostra proposta è semplice e riguarda il presente: pubblicare subito i risultati già disponibili delle verifiche sismiche e dire, con nomi e date certe, quali scuole saranno realmente inaugurate a settembre 2026 e quando verranno definitivamente chiusi tutti i Musp».
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