07 Luglio 2026 - 14:24:36

di Redazione

È diventata definitiva la condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per il diciassettenne di Sulmona imputato, insieme a un quattordicenne e un diciottenne, per aver violentato e ricattato una dodicenne per quasi sei mesi.

La difesa ha rinunciato all’appello, rendendo esecutiva la sentenza emessa dal Tribunale dei Minori ad aprile scorso. Il ragazzo si trova attualmente in una comunità, dove era stato trasferito dopo le violenze e le torture subite nel carcere di Casal del Marmo, nel quale era stato rinchiuso il 24 ottobre scorso.

La posizione degli altri due imputati è ancora in evoluzione. Il quattordicenne, già condannato in primo grado a 4 anni e mezzo di reclusione, si trova anch’egli in una struttura di recupero. Il diciottenne è l’unico ancora detenuto: il tribunale ha disposto oggi una perizia psicosociale, richiesta dall’avvocato difensore Alessandro Scelli, per valutare il contesto familiare e sociale in cui il giovane è cresciuto, con l’obiettivo di prospettare circostanze attenuanti.

Le accuse a carico di tutti e tre sono di violenza sessuale di gruppo aggravata, produzione e diffusione di materiale pornografico, molestie e atti persecutori. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra marzo e agosto dello scorso anno i tre avrebbero costretto la vittima, allora dodicenne, a subire rapporti sessuali quasi quotidianamente, tenendola sotto ricatto con la minaccia di diffondere i video delle violenze da loro stessi girati.

A far scattare le indagini era stata la stessa ragazzina, che aveva trovato il coraggio di denunciare quando uno dei video era comparso in una chat WhatsApp: aveva chiamato il numero di emergenza 114, dal quale era partita l’inchiesta dei carabinieri di Sulmona. A settembre erano seguite le perquisizioni nelle abitazioni dei tre indagati e il sequestro di telefoni e computer, dai quali erano emersi chat e video espliciti. Quindi gli arresti, il processo e ora, per il diciassettenne, la parola definitiva della giustizia.