08 Luglio 2026 - 10:38:23
di Tommaso Cotellessa
Nel cuore del centro storico dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura, a pochi passi dal civico 75 di via Garibaldi, storica abitazione della scrittrice aquilana Laudomia Bonanni, e a poca distanza dalla sede del MAXXI L’Aquila, si è formata quella che i residenti definiscono una vera e propria piccola discarica a cielo aperto.
Il degrado si trova in via d’Appari, traversa della centralissima via Garibaldi. Un accumulo di rifiuti che può sfuggire allo sguardo del turista o del visitatore distratto, ma che rappresenta un problema quotidiano per chi vive nella zona.
I residenti raccontano di aver segnalato più volte la situazione sia all’amministrazione comunale sia ad Asm, la società incaricata della gestione dei rifiuti sul territorio comunale. Non avendo ottenuto risultati, hanno deciso di rivolgersi alla nostra redazione per denunciare lo stato di abbandono dell’area.

L’erba cresce indisturbata lungo i lati della strada. Gli unici a tentare di contenerla sono gli stessi abitanti, che periodicamente si rimboccano le maniche per estirparla. Nulla, però, possono fare per la vegetazione che ha ormai invaso una vasta area verde.
Una sorta di giungla urbana che, oltre agli arbusti, custodisce anche numerosi rifiuti: bicchieri di plastica, bottiglie, sacchetti ma anche elettrodomestici, pezzi di legno e scarti di ogni genere. È questo il panorama con cui convivono quotidianamente gli abitanti degli appartamenti che si affacciano sull’area.
Quella di via d’Appari, tuttavia, non è una segnalazione isolata. Da tempo, infatti, cittadini e comitati denunciano disservizi nella raccolta porta a porta e nel ritiro dei rifiuti in diverse zone della città.

Una situazione che ha alimentato il malcontento non solo tra i residenti, ma anche nel mondo della politica, dove più volte sono state rivolte richieste di chiarimento all’amministrazione comunale sulla gestione del servizio.
A dare voce all’esasperazione sono soprattutto i cittadini.
«Quotidianamente rimuoviamo resti di cibo, bottiglie e bicchieri. Possibile che questo lavoro non possa essere svolto dalla ditta incaricata?», si chiede una residente, ormai «oltre il limite della sopportazione». «Paghiamo regolarmente la Tari, ma siamo costretti a vivere in mezzo all’immondizia».
Tra i residenti c’è anche chi propone iniziative di protesta più incisive, arrivando a ipotizzare una class action per contestare il pagamento della tassa sui rifiuti fino a quando il servizio non sarà ritenuto efficiente e adeguato a garantire un livello di decoro e igiene compatibile con il benessere dei cittadini.

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