08 Luglio 2026 - 11:02:03

di Marianna Galeota

Standing ovation per Musica Dall’Anima, la straordinaria esibizione del Maestro Giovanni Allevi sulla scalinata della Basilica di San Bernardino, nell’ambito della rassegna I Cantieri dell’Immaginario.

La serata, sold out, ha condotto il pubblico lungo un percorso fatto non di sola musica; un progetto artistico che ha ridefinito la consueta esperienza del concerto assumendo una travolgente dimensione narrativa e dialogica.

«Secondo un’antichissima tradizione filosofica, il primo contatto tra anima e corpo avviene attraverso il respiro». Con questa riflessione, ispirata al Cratilo di Platone, Giovanni Allevi ha dato inizio al suo generoso viaggio musicale, ricordando come il termine greco psyché richiami l’idea del respiro, elemento che tiene uniti la dimensione fisica e quella spirituale.

Un pensiero che il Maestro ha collegato alla propria esperienza con la malattia, spiegando come il respiro rappresenti uno strumento essenziale nella sua quotidiana convivenza con il dolore cronico. Da questa consapevolezza è nato Aria, il brano scelto per inaugurare il concerto.

«Se durante il concerto doveste sentire qualche nota sbagliata, qualche nota fuori posto, oppure doveste vedere le mie mani tremare, è l’effetto di potenti, farmaci, antidolorifici oppioidi – ha proseguito, introducendo No More Tears. – Ma, al tempo stesso, se doveste ascoltare qualcosa di assolutamente geniale, sicuramente è per lo stesso motivo».

Ironico, empatico, profondo, il Maestro ha attraversato le diverse fasi della sua produzione artistica, proponendo alcune delle composizioni che lo hanno portato alla ribalta internazionale insieme a brani più recenti, nati in una fase particolarmente significativa del suo percorso personale e musicale: Qui danza, Go with the flow, L’idea, My angel, Tomorrow.

L’esibizione ha introdotto anche il tema del rapporto con la natura e con il futuro, introdotto attraverso il brano Our Future, e la sua visione della musica classica contemporanea: una musica che mantiene il rigore della tradizione ma guarda a nuovi linguaggi e nuove sensibilità.

Accompagnato dagli archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana, Allevi ha poi eseguito SunriseSymphony of life, Come sei veramente, Back to life e Prendimi.

«Mi dicono che il mio domani non può spingersi troppo in là nel futuro, almeno così raccontano le statistiche. Ma io non credo alle statistiche. Nel caso fosse, considero il mio domani piuttosto come un presente allargato che voglio vivere più intensamente possibile, un presente dove ogni alba è una promessa e ogni tramonto è un arrivederci», ha dichiarato in chiusura, ringraziando l’organizzazione dei Cantieri dell’Immaginario e il caloroso pubblico alzatosi in piedi, al quale “lo stoico” Giovanni Allevi ha concesso il bis in veste di maestro d’orchestra, dirigendo la Sinfonica Italiana sulle note di A perfect day.