08 Luglio 2026 - 09:04:54
di Tommaso Cotellessa
Riportare la discussione politica fuori dalle stanze dei partiti e avviare un percorso aperto alla città che accompagni la coalizione progressista verso le elezioni comunali del 2027, per costruire l’alternativa al centrodestra.
È stato questo l’obiettivo dell’assemblea convocata ieri pomeriggio dal Partito Democratico dell’Aquila nella prestigiosa sala di Palazzo Spaventa, attorno alle parole d’ordine «Partecipa, proponi, costruiamo». Una chiamata alla partecipazione rivolta alla cittadinanza, senza infingimenti.

«Abbiamo capito gli errori fatti negli anni passati e non vogliamo ripeterli». È stato questo il mantra ripetuto dai vertici locali del partito, che si sono limitati a introdurre i lavori per poi lasciare spazio agli interventi del pubblico. Un momento di ascolto, confronto e proposte, come hanno sottolineato il segretario provinciale Stefano Albano e il segretario comunale Nello Avellani.
La sala era affollata e numerosi sono stati i contributi dei partecipanti, che hanno affrontato temi come trasporti, centro storico, commercio, scuola e università.

L’idea del Partito Democratico per il percorso verso le amministrative del 2027 è quella di un processo fondato sulla partecipazione, sull’ascolto e sulla costruzione condivisa di una proposta alternativa a quella che il centrodestra presenterà per il dopo Biondi.
Lo ha spiegato il segretario comunale Nello Avellani, indicando una strada diversa rispetto al passato: non partire dalla ricerca del candidato sindaco, ma dalla definizione di un progetto politico e amministrativo.

«Vogliamo costruire una coalizione larga, che vada oltre i partiti. Per farlo vogliamo metterci in ascolto della città, capire quali sono le criticità che cittadine e cittadini vivono ogni giorno, quali sono le priorità e cosa chiedono venga inserito in un programma capace di rappresentare una vera alternativa».
L’obiettivo, dunque, è coinvolgere la comunità nella definizione delle idee e delle proposte, attraverso un percorso non calato dall’alto ma costruito insieme.
«Vogliamo ascoltare la città per poi invitarla a costruire un cammino davvero aperto e partecipato – ha aggiunto Avellani – Questa volta vogliamo farlo davvero e vogliamo farlo dal basso».

Un’impostazione che punta a superare le tradizionali dinamiche di composizione delle coalizioni.
«Una coalizione non si costruisce attraverso alchimie politiche o mettendo semplicemente insieme dei pezzi – ha sottolineato – Si costruisce attraverso un percorso che coinvolga certamente le forze politiche alternative al centrodestra, ma che vada molto oltre i partiti, coinvolgendo associazioni, movimenti e cittadini».
La sfida, per il Pd aquilano, è quella di creare un vero laboratorio politico aperto, capace di coinvolgere anche chi normalmente resta lontano dalla partecipazione.
«Se riusciremo a mettere in campo un progetto partecipato e una coalizione veramente larga – ha detto Avellani – siamo convinti di poter attrarre tante cittadine e tanti cittadini. Ma bisogna farli sentire protagonisti, non chiamarli soltanto a sostenere una somma di simboli. Devono sentirsi parte di un percorso comune».

Fra gli interventi si sono susseguiti quelli di numerosi attivisti, tra cui Domenico Capanna, Luca Barbetta e Alessandro Tettamanti.
A concludere l’iniziativa è stato il neoeletto sindaco di Chieti, Giovanni Legnini, volto storico del centrosinistra abruzzese. Forte della recente vittoria ottenuta con una coalizione «ampia, progressista e civica», come l’ha definita lui stesso, Legnini ha invitato le forze politiche all’unità, rivolgendo un incoraggiamento al Pd aquilano ma soprattutto ribadendo la necessità di aprirsi alla città e di mettersi in ascolto.
Presenti anche numerosi esponenti delle altre forze politiche alternative al centrodestra: il consigliere comunale di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Rotellini, insieme ai vertici locali di Sinistra Italiana, il consigliere di L’Aquila Nuova Paolo Romano, la consigliera di L’Aquila Coraggiosa Simona Giannangeli, il consigliere del Gruppo Misto Alessandro Tomassoni e i consiglieri vicini a Progetto Civico Enrico Verini e Gianni Padovani.

Nonostante i numerosi appelli all’unità, l’incontro non ha però ricucito il profondo strappo che negli ultimi anni ha attraversato il centrosinistra aquilano. Del tutto assenti i consiglieri del Passo Possibile, anche se il presidente del movimento civico, Fabrizio Ciccarelli, era presente in sala.
Un elemento caratterizzante dell’assemblea è stato proprio il ruolo lasciato alla società civile. Un segnale con cui il Partito Democratico aquilano intende aprire una fase nuova in vista del 2027, puntando prima alla costruzione di una visione condivisa per la città e soltanto successivamente alla scelta della figura chiamata a rappresentarla.

Ma, in questi casi, si sa: i giochi non si fanno soltanto all’interno della sala. Gli interventi più sinceri vengono pronunciati all’esterno, tra un relatore e l’altro.
Così, uscendo dall’incontro, qualche militante un po’ ingrigito dal tempo, che di campagne elettorali e iniziative ne ha viste tante, ha commentato con una soddisfazione quasi liberatoria:
«Per questa volta non abbiamo sbagliato».
Sentendo quelle parole, rivestite di una speranza consapevole, un pensiero – forse malevolo, certamente figlio della disillusione – mi ha attraversato la mente.
C’è ancora tutto da sbagliare.
Chissà. Speriamo di no.
Staremo a vedere.
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