12 Luglio 2026 - 10:41:34
di Tommaso Cotellessa
Unire le aree interne dell’Abruzzo sotto un’unica strategia, con una sola voce nei confronti dell’Europa, per trasformarle da territori marginali a laboratori di innovazione e sviluppo. È l’obiettivo del progetto presentato dal Comune di Avezzano alla Commissione Europea, che punta al riconoscimento della cosiddetta «Quinta Provincia», un’entità sovra-territoriale capace di riunire tutte le aree interne della regione.
L’iniziativa prende forma attraverso un Libro bianco dedicato alla trasformazione delle aree interne, elaborato dagli uffici comunali su impulso del sindaco Giovanni Di Pangrazio, con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa che metta al centro innovazione tecnologica, cittadinanza digitale, servizi e coesione territoriale.
L’idea nasce dalla constatazione che gran parte dei territori montani e rurali abruzzesi condividono le stesse criticità: spopolamento, invecchiamento della popolazione, difficoltà nei collegamenti, carenza di servizi sanitari, trasporti e infrastrutture digitali. Problematiche che, secondo l’amministrazione avezzanese, richiedono una governance unitaria e strumenti specifici di programmazione europea.
«Le nostre aree interne non devono essere considerate un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare. Custodiscono un patrimonio straordinario fatto di ambiente, biodiversità, produzioni agricole, cultura e tradizioni. La vera sfida è garantire il diritto di restare, offrendo ai cittadini gli stessi servizi e le stesse opportunità di chi vive nelle aree urbane», afferma il sindaco Di Pangrazio.
Secondo il primo cittadino, la trasformazione passa inevitabilmente attraverso il digitale. «Nell’epoca dell’ipermodernità – sottolinea – la qualità della vita non dipende più soltanto dalla posizione geografica, ma dalla possibilità di accedere alle reti della conoscenza, dell’innovazione e della tecnologia. Ogni cittadino deve poter scegliere liberamente dove vivere senza rinunciare ai propri diritti».
Il progetto punta anche a superare gli attuali confini amministrativi della Strategia nazionale per le aree interne (Snai), includendo quei territori che, pur esclusi dalle perimetrazioni ufficiali, vivono le medesime condizioni di isolamento e difficoltà.
Il Libro bianco rappresenta il primo passo di un percorso che sarà presentato nelle prossime settimane attraverso una conferenza dedicata, alla quale prenderanno parte partner istituzionali e tecnici. Di Pangrazio ha già avviato interlocuzioni con amministratori di altri comuni delle aree interne abruzzesi per costruire una rete territoriale ampia e condivisa.
Tra i punti qualificanti della proposta figura la realizzazione ad Avezzano dell’Hub delle Competenze Digitali delle Aree Interne d’Abruzzo, una struttura destinata a diventare il centro di riferimento regionale per la formazione, l’innovazione e la sperimentazione tecnologica.
L’hub troverebbe sede nei locali dello storico Municipio, destinati a liberarsi dopo il trasferimento degli uffici comunali nella nuova sede. L’obiettivo è creare un organismo sovra-territoriale capace di ospitare attività di alta formazione, incubazione di competenze digitali e sviluppo di progetti legati all’intelligenza artificiale.
L’amministrazione guarda in particolare ai giovani, con l’ambizione di contrastare il fenomeno della fuga dei cervelli offrendo opportunità di crescita professionale direttamente sul territorio.
Nelle intenzioni del Comune, la «Quinta Provincia» non rappresenta un nuovo ente amministrativo, ma un modello di governance capace di dare maggiore forza alle istanze delle aree interne nei confronti delle istituzioni europee e di attrarre risorse dedicate, facendo dell’Abruzzo un laboratorio di innovazione sociale e sviluppo sostenibile per i territori montani.
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