13 Luglio 2026 - 13:41:05

di Vanni Biordi

Stasera, alle 21.30, lo stadio Gran Sasso d’Italia «Italo Acconcia» dell’Aquila ospita la 35ª Partita del Cuore.

I biglietti sono andati esauriti in appena due giorni. È il terzo anno consecutivo che la città abruzzese accoglie l’evento, inserito nel programma di «L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026».

L’evento è stato presentato in conferenza stampa a L’Aquila, nella sala conferenza di Palazzo margherita d’Austria.

Sul campo si affrontano la Nazionale Cantanti, capitanata da Sal Da Vinci e allenata da Ubaldo Pantani, e la Nazionale della Politica, guidata da Roberto Mancini.

Tra i cantanti scendono in campo Rocco Hunt, Il Tre, Tony Pitony, Eddie Brock e Nicolò Filippucci.

Per la politica giocano Ignazio La Russa, Matteo Renzi, Francesco Boccia e Alessandro Cattaneo, insieme a giornalisti come Massimo Giletti e Salvo Sottile.

Tra gli ospiti d’onore ci sono l’ambasciatrice del Venezuela in Italia María Elena Uzzo Giannattasio, il paroliere Mogol e il presidente del Figc Giovanni Malagò, a cui è affidato il calcio d’inizio.

La serata si apre con l’inno nazionale cantato da Sal Da Vinci, accompagnato dall’Orchestra dell’Istituzione sinfonica abruzzese. Sul palco si alternano Al Bano, Spagna, Arisa, Mr. Rain e Francesca Michielin. La conduzione è di Eleonora Daniele, in diretta su Rai1 e RaiPlay.

L’incasso della biglietteria va per il 40% alla Croce Rossa Italiana, a sostegno della popolazione venezuelana colpita dal terremoto, e per il 60% alla Fondazione Ausilia, per progetti dedicati ai giovani del territorio aquilano. Fino al 14 luglio resta attivo anche il numero solidale 45595, gestito insieme a UNHCR e UNICEF.

L’organizzazione è curata da Gian Luca Pecchini, direttore generale della Nazionale Cantanti.

Quello che colpisce, guardando questa edizione, è la scelta di legare due terremoti lontani nel tempo e nello spazio. L’Aquila, che nel 2009 ha vissuto sulla propria pelle la devastazione di un sisma, oggi devolve i proventi della sua partita simbolo a chi sta affrontando la stessa tragedia dall’altra parte dell’oceano. Non è solidarietà astratta, è memoria che diventa aiuto concreto. Ed è forse questo il gesto più politico di tutta la serata, più di qualsiasi nome sceso in campo.