14 Luglio 2026 - 11:39:55

di Marianna Galeota

Ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, al via la II edizione del “STEAM Summer Camp” dell’Infn: cinque giorni tra laboratori e seminari, e uno spettacolo sul cosmo in occasione dell’Aquila Capitale della Cultura 2026.

E’ iniziato ieri il campo estivo dedicato alla fisica e alla scienza promosso dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

L’iniziativa è rivolta alle studentesse e agli studenti delle classi III, IV e V delle scuole secondarie di secondo grado italiane e degli istituti italiani all’estero, e i partecipanti dell’edizione 2026 sono stati selezionati sia tra coloro che hanno preso parte ai progetti dell’INFN dedicati alle scuole, sia attraverso un bando nazionale, sulla base dell’interesse dimostrato nei confronti della scienza.

Fino al 16 luglio 100 studenti e studentesse e 20 docenti provenienti da tutta Italia, si immergeranno così in un’esperienza che, tra incontri, laboratori e attività dedicate alla fisica delle particelle e delle astroparticelle, alla cosmologia e alla comunicazione della scienza, li porterà al cuore della ricerca scientifica e di uno dei più grandi e importanti laboratori sotterranei del mondo, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN.

Ma il Summer Camp sarà anche l’occasione per comprendere un po’ più approfonditamente qual è ruolo che la ricerca ha nella società, e per conoscere da vicino com’è il lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori dell’INFN.

La giornata inaugurale è stata dedicata alla comunicazione scientifica. Attraverso un laboratorio di storytelling, i ragazzi e le ragazze esploreranno i principi e le tecniche della divulgazione, dalla costruzione di una narrazione alla scelta dei contenuti e dei linguaggi più efficaci per raggiungere pubblici diversi. Nella seconda parte della giornata, suddivisi in gruppi, metteranno in pratica quello che avranno appena appreso realizzando un proprio progetto di divulgazione.

Oggi il programma entra nel vivo della scienza, con una panoramica sulle principali linee della ricerca dell’INFN, dalla fisica fondamentale alla fisica delle particelle. Nel pomeriggio, spazio alle attività e alla collaborazione con un laboratorio dedicato ai giochi scientifici e alle applicazioni della realtà virtuale e aumentata, sviluppati nell’ambito del progetto INFN Game, che utilizza il linguaggio del gioco per avvicinare il pubblico alla fisica.

«Abbiamo riscontrato un grosso interesse da parte dei giovani sulla scienza – ha detto Previtali – Al Summer Camp abbiamo circa un centinaio di ragazzi, ma abbiamo ricevuto oltre 500 domande. E’ stato quindi un grande successo sia per il riscontro che abbiamo avuto, sia per il fatto che sono qui e sono attivi e partecipativi. La scienza riscuote sempre un grande successo. Il laboratorio è un luogo interessante per vedere come noi affrontiamo la scienza. i giovani incontreranno i ricercatori e avranno la possibilità di vedere il laboratorio e di interagire con chi fa ricerca, toccando con mano l’attività giornaliera dei laboratori».

«Noi cerchiamo di stimolare i ragazzi ad esplorare che vuol dire prima di tutto capire quaali sono i loro interessi. molti di loro sono fortemente motivati a intraprendere una carriera nel mondo della tecnologia e della scienza. In Italia c’è bisogno di giovani motivati che intraprendono questa strada perché spesso abbiamo carenza di giovani nel mondo della ricerca. Il fatto che sino qui e siano motivati lo dimostra come stanno interagendo con noi. Dal mio punto di vista questo è un grande successo e porteranno a casa un’esperienza positiva», ha aggiunto Previtali.

La giornata si concluderà con un evento aperto anche al pubblico: alle ore 21.30 alla scalinata di San Bernardino, andrà in scena lo spettacolo “Il cosmo oltre l’immaginazione”, organizzato dall’INFN, e parte delle iniziative promosse per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e della nuova edizione della rassegna culturale “I Cantieri dell’immaginario”. Sul palco Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN, ed Ezio Previtali, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, accompagneranno il pubblico in un viaggio tra galassie, buchi neri, onde gravitazionali e particelle cosmiche, guidati dalla giornalista Greta Mauro. Lo spettacolo sarà arricchito dalle musiche di Fabrizio Bosso alla tromba e Andrea Rea al pianoforte e dalle letture di Bianca Mastromonaco.

«Cerchiamo di portare al grande pubblico le nostre esperienze cercando di essere divulgativi e spiegando che la ricerca scientifica è come un’avventura in cui si esplora l’ignoto, per capire come funziona l’universo- ha concluso Previtali – Cerchiamo di trasmettere alle persone la nostra passione e quali sono le grandi domande che ci poniamo sull’universo».

«Noi abbiamo il grande privilegio di fare uno dei mestieri più belli al mondo: il ricercatore – ha dichiarato Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare -. Per me studiare i segreti dell’universo, come è nato e come si è evoluto e quali sono le leggi fondamentali che lo governano è una cosa entusiasmante, che ogni giorno mi stupisce e che ogni giorno mi appassiona. Penso che il nostro obiettivo qui sia proprio quello di appassionare i giovani, perché è la passione che ti guida nella vita e ti rende felice».

«Speriamo anche di trovare alcuni giovani bravi che vogliano seguire le nostre orme e che ci aiutino nelle nostre ricerche e che possano, tra qualche anno, prendere il nostro posto. La cosa fondamentale è che i giovani in primo luogo, ma poi tutta la società, comprenda l’importanza della scienza e della tecnologia. Noi stiamo vivendo inun periodo molto complicato, il nostro mondo sta cambiando, stanno cambiando gli equilibri internazionali, la politica, ci sono guerre che non avevamo da tanto tempo, abbiamo delle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche e anche tecnologie sulla medicina. Ma è importante che questa società che si sta evolvendo abbia un punto di riferimento che è la scienza, in tutto ciò che facciamo».

«Noi – ha proseguito Zoccoli – dobbiamo investire sui giovani che sono a scuola e dobbiamo motivarli. Abbiamo la fortuna di avere un grandissimo serbatoio di cervelli in Italia, con dei ricercatori e laureati che non hanno niente da invidiare a quelli americani, tedeschi o francesi. Questo vuol dire che la scuola, che è sempre stata tanto vituperata, alla fine funziona bene così come l’università che produce laureati di alto livello. È importante che i giovani ne abbiano consapevolezza, che capiscano che queste sono cose importanti e non perdite di tempo, e che non abbiano paura ad intraprendere queste attività. I nostri ragazzi non devono avere paura della scienza, bensì devono comprenderne il valore e devono amarla».

Domani, la giornata sarà dedicata all’approfondimento della fisica dei raggi cosmici, con un laboratorio tematico e con la visita speciale alle sale sperimentali sotterranee dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

L’INFN STEAM Summer Camp è un progetto promosso dal Comitato di Coordinamento della Terza Missione (CC3M) dell’INFN, che sostiene le iniziative di Public Engagement della comunità scientifica dell’Istituto attraverso un processo interno di valutazione tra pari (peer review).

«Questo progetto è nato andando nelle scuole, per dieci anni, a raccontare quello che facciamo. Abbiamo visto di anno in anno l’entusiamo dei ragazzi, e allora l’idea è stata quella di selezionare 100 ragazzi e 20 docenti molto interessati alle nostre attività e invitarli direttamente a venire nei nostri laboratori – ha raccontato Pierluigi Paolucci, responsabile del progetto -. La prima edizione l’abbiamo fatta a Bertinoro, siamo andati a Bologna a vedere il centro di calcolo Leonardo dove i ragazzi si sono potuti al mondo dell’informatica e della meccanica quantistica, ma uno dei posti migliori dove portare i ragazzi è nei laboratori del Gran Sasso. I giovani sono l’anima del futuro, dobbiamo supportarli al massimo».

E si guarda già al prossimo anno. «Abbiamo avuto 200 domande alla prima edizione, 550 alla seconda, alla terza se ne avremo 1000 dobbiamo vedere come fare – scherza Paolucci -. Ma è davvero un’esperienza che dà una grossa spinta e una grande fiducia anche alle persone della mia età».