15 Luglio 2026 - 12:53:07
di Tommaso Cotellessa
Nel pieno centro storico dell’Aquila, nella zona di San Bernardino, a pochi passi dal parcheggio di Porta Leoni, sorge un edificio destinato a tornare presto nella disponibilità della città. Si tratta dell’ex liceo scientifico di via Maiella, una struttura di circa 3.600 metri quadrati, tra spazi interni ed esterni, che secondo quanto riferito dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, stazione appaltante dell’intervento, sarà riconsegnata entro la fine del 2026.
Per decenni l’edificio ha ospitato generazioni di studenti aquilani, rappresentando uno dei principali poli scolastici del centro storico. Oggi, dopo un lungo e complesso iter di ricostruzione seguito ai danni del sisma del 2009, lo stabile è ormai prossimo alla conclusione dei lavori.

Il cantiere, tuttavia, continua a raccontare una storia solo in parte aggiornata. Il cartello informativo esposto all’esterno riporta infatti dati ormai superati e non più corrispondenti all’effettivo stato dell’intervento. Dalle verifiche effettuate emerge però che i lavori sono partiti concretamente nel settembre 2024 e che la conclusione è prevista entro la fine dell’anno. L’intervento, finanziato con un importo complessivo di 4,7 milioni di euro, consentirà di restituire alla città un immobile completamente riqualificato.
Secondo l’attuale programmazione, la struttura sarà destinata a ospitare uffici comunali. Una scelta che, però, inevitabilmente riapre un interrogativo più ampio sulla destinazione degli immobili pubblici nel centro storico.
Negli ultimi mesi, infatti, il dibattito sulla cosiddetta sede unica del Comune è tornato al centro della discussione politica, mentre l’amministrazione continua ad acquisire nuovi immobili da destinare agli uffici, come nel caso dell’edificio di via Filomusi Guelfi. Parallelamente, da più parti viene evidenziata la carenza di servizi scolastici nel cuore della città, in particolare l’assenza di una scuola secondaria di primo grado.
Su questo tema si è sviluppata la proposta dell’associazione Civico 99, sostenuta anche da una raccolta firme, che punta alla realizzazione di una nuova scuola media nell’area dell’attuale parcheggio di Porta Leoni. Un’ipotesi che ha alimentato il confronto cittadino, dividendo chi ritiene prioritario incrementare l’offerta scolastica e chi, invece, sottolinea la necessità di preservare un’infrastruttura strategica per la sosta in un centro storico che continua a soffrire la cronica carenza di parcheggi.
Ed è proprio in questo contesto che sorge una domanda: l’ex liceo scientifico potrebbe rappresentare una soluzione alternativa?

Naturalmente, un eventuale ritorno alla funzione scolastica richiederebbe verifiche tecniche, valutazioni sulla conformità dell’edificio alle normative vigenti e, con ogni probabilità, ulteriori interventi di adeguamento. Tuttavia, si tratta di una struttura che ha già ospitato un istituto scolastico, pur con norme differenti da quelle attuali, collocata in una posizione centrale e già inserita nel tessuto urbano della città.
Una riflessione che potrebbe consentire di conciliare due esigenze oggi apparentemente contrapposte: da un lato restituire al centro storico una scuola media, dall’altro mantenere il parcheggio di Porta Leoni, infrastruttura sulla quale negli anni sono stati investiti ingenti fondi pubblici e che potrebbe essere ulteriormente potenziata con il completamento del secondo lotto.
Più che indicare una soluzione, questa possibilità amplia il dibattito su una domanda destinata ad accompagnare le prossime scelte urbanistiche: quale ruolo dovranno avere le scuole nella rinascita del centro storico? Perché decidere dove collocare gli istituti scolastici significa anche scegliere quale modello di città costruire nei prossimi anni: un centro prevalentemente amministrativo o uno spazio vissuto quotidianamente da studenti, famiglie e residenti.
E allora la domanda che ci poniamo, e che rivolgiamo alla città, non è tanto «perché farlo?», quanto piuttosto «perché non prenderlo almeno in considerazione?».
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