17 Luglio 2026 - 11:49:38
di Marco Giancarli
Il capogruppo PD in Regione Abruzzo, Silvio Paolucci, respinge la ricostruzione del presidente Marsilio secondo cui il risanamento dei conti regionali sarebbe partito nel 2019 con l’attuale amministrazione. «Sostenere che il risanamento è partito nel 2019 con il Governo Marsilio è privo di ogni fondamento: l’ennesima falsità di chi ha fatto delle bugie un uso sconsiderato», attacca Paolucci.
Secondo il consigliere dem, il percorso ha radici ben più lontane: già tra il 2007 e il 2008, con D’Amico assessore al Bilancio, furono ristornati i fondi sottratti alla Sanità, vicenda che portò al commissariamento della Regione nel 2008. Con le giunte Chiodi prima e D’Alfonso poi furono poi approvati i provvedimenti strutturali che hanno costituito l’ossatura del risanamento. In particolare, durante la giunta D’Alfonso — della quale Paolucci era assessore al Bilancio — fu effettuata una ricognizione completa delle posizioni creditorie e debitorie, furono riallineate le contabilità sui fondi europei, introdotti nuovi sistemi informativi e definite con il MEF leggi spalma-debito che estesero i tempi di assorbimento del disavanzo prima a 10, poi a 20 anni.
«Al termine di quella legislatura, nel 2019, il disavanzo risultava già ridotto da circa 700-800 milioni a circa 400 milioni di euro», precisa Paolucci.
L’attuale amministrazione, sostiene il consigliere, si è inserita in un percorso già avviato, complicandolo con un nuovo deficit sanitario — che ha portato a un commissariamento ad hoc da parte del Governo — e con un ricorso sistematico alle leggi omnibus. Il miglioramento degli indicatori finanziari sarebbe inoltre in parte ascrivibile a una modifica normativa statale che ha trasformato 160 milioni di anticipazione di liquidità in debito a lungo termine, escludendoli dal calcolo del disavanzo. «Al netto di questo artificio contabile non abbiamo valore aggiunto da parte della governance di Marsilio», conclude Paolucci, che chiede di restituire agli abruzzesi le maggiori tasse imposte — oltre 40 milioni — e i tagli effettuati per ripianare il disavanzo sanitario prodotto dal 2019 in poi. «Parlare di 30 milioni di tesoretto è semplicemente vergognoso», chiosa.
Ed è arrivata pronta la replica del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Massimo Verrecchia, che ha accusato Paolucci di continuare a «tentare di riscrivere la storia contabile della nostra amministrazione».
«Avrebbe fatto meglio ad applaudire il definitivo risanamento dei conti regionali, anziché rivendicare meriti dopo aver lasciato in eredità all’amministrazione Marsilio un pesantissimo disavanzo che il centrodestra ha dovuto affrontare e portare a compimento con serietà e rigore – ha proseguito -. Ancora più grave è l’accusa rivolta al presidente Marco Marsilio di raccontare falsità. Il presidente non ha espresso opinioni personali, ma ha richiamato dati e valutazioni contenuti negli atti ufficiali della Corte dei Conti, un organo terzo, indipendente e imparziale. Contestare Marsilio significa, di fatto, contestare le risultanze della magistratura contabile».
«Un atteggiamento che lascia francamente perplessi, soprattutto da parte di chi ha ricoperto il ruolo di assessore al Bilancio e dovrebbe conoscere bene il valore degli atti istituzionali. Fa sorridere che proprio Paolucci si erga oggi a professore di contabilità pubblica. È stato l’assessore al Bilancio sotto la cui gestione le parifiche della Corte dei Conti non venivano neppure celebrate perché i rendiconti non venivano presentati. Anziché adempiere agli obblighi contabili, si preferì promuovere temerarie contese davanti alla Corte costituzionale, concluse con esiti rovinosamente sfavorevoli. Quando ci siamo insediati abbiamo dovuto recuperare e regolarizzare almeno quattro rendiconti arretrati, ricostruendo una situazione contabile che il centrosinistra aveva lasciato irrisolta. E ancora, Paolucci rivendica oggi la cosiddetta legge nazionale ‘spalma-debiti”, dimenticando però che quel meccanismo è stato successivamente dichiarato incostituzionale. Una decisione che ha imposto all’amministrazione Marsilio un ulteriore e pesantissimo sforzo finanziario, costringendoci a riassorbire il disavanzo nell’arco di quattro anni anziché nei venti originariamente previsti. Anche su questo parlano gli atti e i fatti, non la propaganda».
«Chi oggi pretende di impartire lezioni dovrebbe prima fare i conti con le conseguenze delle scelte compiute quando era lui a governare la Regione – continua Verrecchia -. Nessuno mette in discussione che negli anni siano stati adottati provvedimenti utili al riequilibrio finanziario. Ma è altrettanto incontestabile che quando il centrodestra si è insediato, nel 2019, ha trovato una Regione con un disavanzo ancora enorme e una situazione finanziaria tutt’altro che risolta. Se oggi quel disavanzo è stato definitivamente riassorbito è perché l’amministrazione Marsilio ha avuto la capacità amministrativa e politica di completare un percorso che altri avevano lasciato incompiuto. Questo lo certificano i numeri e gli atti ufficiali della Corte dei Conti, non le ricostruzioni di parte. Il Partito Democratico dovrebbe avere l’onestà intellettuale di riconoscere questo risultato invece di cercare, a posteriori, di appropriarsene».
«È paradossale che chi oggi critica sia lo stesso che ha lasciato in eredità una situazione finanziaria così pesante per la Regione. Quanto al resto delle polemiche sulla sanità e sulle scelte amministrative, siamo di fronte al consueto tentativo di spostare l’attenzione. Il dato politico e amministrativo è uno solo: la Regione Abruzzo ha definitivamente chiuso una stagione di disavanzi grazie al lavoro dell’amministrazione Marsilio. È un fatto certificato dagli organi competenti e non potrà certo essere smentito dalla propaganda del Partito Democratico», conclude Verrecchia
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