18 Luglio 2026 - 09:30:21

di Tommaso Cotellessa

La partecipazione dei Comuni al contrasto dell’evasione fiscale resta «un’illusione».

È questo il duro giudizio espresso dal segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, commentando i risultati di uno studio realizzato dal Servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali della Uil nazionale insieme alla Uil Abruzzo, che fotografa un sistema ritenuto largamente inefficace nel recupero delle imposte evase.

I dati evidenziano un divario enorme tra il potenziale e i risultati effettivamente raggiunti. A livello nazionale, infatti, a fronte di un magazzino stimato di crediti fiscali locali pari a 25 miliardi di euro – che garantirebbe ai Comuni circa 12,5 miliardi di euro di recuperi – le somme effettivamente incassate dalle amministrazioni locali per le attività di riscossione svolte nel 2024 e liquidate nel 2025 si fermano a 2,5 milioni di euro, appena lo 0,02% del potenziale recuperabile.

Il quadro abruzzese appare ancora più critico. Complessivamente, ai Comuni della regione spettano appena 1.337,94 euro, interamente recuperati dal Comune di Pescara. Tutti gli altri enti locali, compresi i capoluoghi di provincia L’Aquila, Chieti e Teramo, registrano invece un recupero pari a zero.

«Non è solo un problema di numeri, ma un fallimento politico e amministrativo che incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini», afferma Lombardo. Secondo il segretario della Uil Abruzzo, le risorse sottratte all’evasione potrebbero contribuire a rafforzare settori oggi in difficoltà come sanità, trasporto pubblico, scuola e welfare, soprattutto nelle aree interne della regione.

Per il sindacato, l’evasione fiscale continua inoltre a gravare soprattutto su lavoratori dipendenti, pensionati e famiglie che versano regolarmente le imposte e si trovano poi a fare i conti con servizi pubblici insufficienti.

Lombardo, tuttavia, esclude che le responsabilità ricadano esclusivamente sulle amministrazioni comunali. «Non possiamo colpevolizzare i sindaci – sottolinea – Negli ultimi quindici anni i Comuni sono stati progressivamente svuotati di personale. Mancano uffici tributi adeguatamente strutturati, professionalità specializzate e sistemi informatici realmente integrati con l’Agenzia delle Entrate».

Per invertire la tendenza, la Uil Abruzzo rilancia una serie di proposte. Tra le priorità indicate figurano lo sblocco del turn-over e nuove assunzioni negli uffici tributi comunali, il rafforzamento delle competenze tecniche e informatiche del personale, la gestione associata dei servizi tra i piccoli Comuni attraverso le Unioni dei Comuni e un maggiore supporto tecnologico da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sull’ipotesi, allo studio nell’ambito della legge di Bilancio, di affidare alla società pubblica Amco la riscossione dei tributi locali, chiedendo un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali per garantire tutele occupazionali e una governance trasparente.

In conclusione, la Uil rivolge un appello alla Regione Abruzzo e all’Anci Abruzzo affinché venga aperto un tavolo di confronto dedicato. «La lotta all’evasione fiscale – conclude Lombardo – è una grande questione di giustizia sociale. Recuperare queste risorse significa rafforzare i servizi pubblici, alleggerire il peso fiscale su chi paga regolarmente le tasse e ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni».