19 Luglio 2026 - 09:14:13
di Angelo Liberatore
Fino al 30 di agosto Palazzo Benedetti a L’Aquila ospita “Con le mani sporche di terra ti ho baciata”, si tratta della prima sezione di una mostra antologica tutta dedicata all’attività artistica di Lea Contestabile.
Il percorso espositivo, curato da Mariano Cipollini, parte dal cortile di ingresso del palazzo per poi svilupparsi per una decina di sale, ogni ambiente ha un titolo e ognuno di questi rimanda all’alveo degli affetti, della famiglia e del mondo rurale, in pratica i concetti che hanno fatto da base e filo rosso per dare corpo alla mostra
«Chi visiterà la mostra – ha spiegato l’artista – troverà degli spazi completamente ricostruiti seguendo un poco questo luogo che è straordinaria ma trasformandolo quasi a mia immagine e somiglianza. Non era una cosa facile, perché questo è un palazzo gentilizio, straordinario con degli affreschi meravigliosi e quindi portare il mio lavoro, il mio vissuto che parte da un ambiente contadino, da foto di mio padre che ah ripreso gente del popolo, lavoratori, ma anche tradizioni rurali, non era facile
Impossibile fornire un numero preciso delle opere che il visitatore passa in rassegna restandone catturato e affascinato. Sono infatti tantissime e lavorate con materiali e stili eterogenei. Si passa dalle strutture di metallo e tessuto ad opere che vanno a intrecciare scultura, pittura e fotografia, senza dimenticare una sezione che è dedicata in maniera specifica ai libri d’arte. Tra tutto però una menzione d’onore la merita “Gran riparo”, l’installazione che si apre allo sguardo venendo perfettamente incorniciata dall’ambiente che la ospita. Proprio questo è stato uno degli obiettivi che il curatore si era dato: far dialogare le opere di Lea Contestabile con lo spazio espositivo, valorizzando entrambi.
«C’è stato un doppio lavoro – ha spiegato Mariano Cipollini – uno ha riguardato il rispetto dello spazio ospitante, la seconda parte ha riguardato invece l’attenzione a far sì che le opere non venissero fagocitate ma che entrassero in un’atmosfera tale da amplificare la bellezza dello spazio, ma vivere una vita propria. L’aspetto più profondo e importante è però che l’arte di Lea si va ad innestare in un mondo rurale, quello della nostra Italia in uno spazio globale, un palazzo borghese dunque, o nobile che sia, dà dei presupposti e consente di far incontrare due mondi che per secoli non si sono mai incontrati».
La mostra antologica su Lea Contestabile continuerà poi fino alla fine dell’anno con altre sezioni che saranno di volta in volta allestite a L’Aquila ma non solo. L’artista, come è giusto che sia, non svela più di tanto ma comunque alla fine una piccola anticipazione sul proseguo dell’iniziativa arriva.
«Ci sarà una sezione che per me è importantissima perché è curata da due grandi istituzioni, una di Roma dove io ho mosso i primi passi, e una dell’Aquila di grandissimo prestigio. Quindi sarà per me davvero un onore ripercorrere il mio lavoro dagli inizi ad oggi mettendoli a confronto. E poi ci saranno altre sorprese».
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