19 Luglio 2026 - 13:52:34

di Marianna Galeota

Torna dal 21 luglio al 5  agosto la terza edizione di Voci&Voci  festival di Arte vocale e strumentale che si svolge  nel borgo medievale di Pacentro (L’Aquila), a poca distanza da Sulmona e L’Aquila, annoverato tra i borghi più belli d’Italia.

L’ iniziativa è nata nel 2023 da un’idea del M° Guido Galterio  che cura la direzione artistica, con l’intento di promuovere la cultura in tutte le sue “voci”  e attraverso la cultura  promuovere il borgo ed il territorio con le sue caratteristiche ed i suoi antichi valori.                                                                                   

«Borghi come questo, che custodiscono un prezioso patrimonio culturale storico, artistico, naturalistico e di tradizioni dopo anni difficili di spopolamento e abbandono –dice Guido Galterio-  anche attraverso iniziative come questa possono rilanciarsi, crescere, attrarre nuovi visitatori e riaggregare una comunità sempre più numerosa per una nuova economia. L’unico modo per garantirsi la sopravvivenza».

Gli appuntamenti, alle ore 21.30, sono  accolti nella quiete del bellissimo chiostro nel complesso monumentale dell’ ex Convento dei  Minori Osservanti, uno spazio pieno di fascino e di suggestioni in un contesto  che invita al misticismo e alla contemplazione. Edificato nel 1589  in una forma di “arte povera” secondo la regola di S. Francesco, la cui storia è raffigurata nelle lunette del chiostro, il monastero, lontano dal centro del borgo,  offre silenzio e la giusta atmosfera.  

Già dalle prime edizioni l’iniziativa  ha registrato un immediato riscontro di pubblico soprattutto tra turisti di varie provenienze, con una media di presenze serali tra 150 e 200. Sono stati ospiti artisti come Enzo De Caro con il melologo per pianoforte di Richard Strauss Enoch Arden, David Riondino in veste di narratore di Storie di Dame e Cavalieri  ispirato alla figura  mitica di Don Chisciotte.

Sono  cinque gli appuntamenti  in calendario quest’anno, cinque serate con la musica  che fa da filo conduttore e con musicisti e interpreti o narratori d’eccezione per un viaggio musicale originale che attraversa il teatro, la letteratura, la poesia, il cinema.

Si  parte martedì 21 luglio con un narratore speciale che non è nuovo a Voci&Voci . Bruno Gambarotta (già ospite nel 2024 con un omaggio a Morricone)  anche questa volta  racconta “Sogni e visioni  della musica da film”  in  una nuova carrellata di brani tratti dalle più famose e iconiche colonne  sonore  e interpretati dalla flautista  Elena Cornacchia e dal pianista Giorgio Costa. Un concerto-spettacolo che celebra i capolavori cinematografici con un programma che include brani celebri da film come Amadeus, riconoscendo la colonna sonora come “l’altra anima della musica classica”. Tra le musiche eseguite: l’Adagio di Benedetto Marcello dal film “Anonimo veneziano”, da  la suite da “Forrest Gump” , le melodie di Fiorenzo Carpi da “Pinocchio”, di Morricone arie da “Per un pugno di dollari”, “C’era una volta il west” e “Mission”per chiudere con Nino Rota con “Fantasia da Amarcord, La Strada e Il Padrino”, un omaggio ai capolavori composti per il cinema e amati dal pubblico di ogni parte del mondo.

Lunedì  27 luglio sempre alle ore 21.30, i colori e suoni nella musica popolare spagnola proposti dall’ inedito Trio Steel che si esibisce in un concerto  dal titolo “Canciones“. Due giovani arpiste, Agata Bocedi e Alice Caradente, insieme al soprano Stella Dicusara in una formazione suggestiva e coinvolgente che intreccia intimità e raffinatezza, espressività e forza in un tessuto sonoro estremamente ricco.

Il trio propone un programma che affonda le radici nella tradizione popolare con canzoni che alcuni dei più grandi compositori del ‘900 hanno personalmente ricercato nel territorio d’origine e ri-datato in un’ottica contemporanea.

Sabato 2 agosto, eccezionalmente alle ore 22.00, l’improvvisazione è la chiave di lettura della serata.

Con Bach e la «Blue Note» il pianista bulgaro  Georgi Mundrov  ripercorre improvvisazioni e …improvvisatori nella storia del pianoforte. L’improvvisazione è una delle forme espressive più antiche e, al tempo stesso, più vivaci della musica e Johann Sebastian Bach ne è stato forse uno dei più grandi maestri.

E quale percorso ha seguito quest’arte, dalla pratica barocca al classicismo fino al jazz dei nostri giorni?

Il pianista Georgi Mundrov,  alla ricerca di risposte,  accompagna il pubblico in un affascinante viaggio tra mondi sonori apparentemente contrastanti. Nel suo programma traccia un arco che va da Johann

Sebastian Bach e Frédéric Chopin fino a George Gershwin, Astor Piazzolla e Nikolai Kapustin.

Domenica 3 agosto al tramonto (ore 18.00) nel chiostro va in scena “Universal Chords”, una formazione che nasce dall’incontro dei due musicisti con l’idea di usufruire della Musica come linguaggio universale in grado di connettere i popoli e le Culture di tutto il Mondo. Ferenc Snétberger alle chitarre e Raffaele Casarano ai sassofoni accompagnano il pubblico in un viaggio sonoro tra composizioni ed esplorazioni timbriche inedite: i suoni del Mediterraneo attraverso l’anima e l’afflato di due musicisti provenienti da viaggi e geografie diverse, ma sempre alla ricerca di una poesia comune basata sull’interazione e l’ascolto.

Il Festival si conclude mercoledì 5 agosto alle ore 21,30 sempre nel chiostro dell’antico convento  con la voce di Rosa Dominguez e il bandoneon di Marcel o Nisinman accompagnati alla chitarra da Maurizio Grandinetti e Roberto Koch al contrabasso che si esibiscono in Boleros “Sur Project”,  un progetto musicale che unisce il ritmo romantico del bolero latino alle melodie malinconiche e appassionate del tango argentino (richiamando spesso il celebre brano “Sur”). Il virtuosismo e la sensibilità dei quattro esecutori fa si che il ritmo morbido e poetico dei boleri si unisca, fondendosi, allo stile drammatico e ricco tipico delle regioni latino-americane del sud, in un repertorio che comprende classici boleri alternati a celebri tanghi, eseguiti su un tempo lento e romantico adatto al ballo. L’ispirazione “Sur”; (che in spagnolo significa “Sud”) evoca uno sguardo nostalgico alla vita, all’amore e alle strade di Buenos Aires.   

Il Festival è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e dell’Associazione Euterpe, con la collaborazione della Camerata Musicale Sulmonese e con il patrocinio del Comune di Pacentro.