20 Luglio 2026 - 13:01:17

di Martina Colabianchi

Le incursioni dei cinghiali continuano a devastare colture e produzioni agricole, mentre il rischio di diffusione della Peste Suina Africana rappresenta una minaccia concreta per l’intera filiera suinicola e per l’economia regionale.

La denuncia è di Cia Agricoltori Italiani Abruzzo, che chiede alla Regione Abruzzo e agli Enti gestori dei Parchi nazionali e regionali di dare immediata e piena attuazione all’Ordinanza n. 5/2026 del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana (PSA) e al nuovo Piano nazionale di azione 2026-2028. Per questo l’organizzazione ha inviato oggi due distinte richieste ufficiali, rivolte rispettivamente alla Regione e ai presidenti delle aree protette.

«Gli agricoltori sono esasperati e non possono continuare a pagare il prezzo dell’inerzia – afferma il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti -. Il Governo ha finalmente messo a disposizione un quadro normativo chiaro, con obiettivi precisi e responsabilità definite. Adesso tocca a tutti fare la propria parte. Non sono più accettabili rinvii, rimpalli di competenze o interventi parziali».

Il nuovo Piano nazionale assegna all’Abruzzo un obiettivo di 19.000 cinghiali da rimuovere nella prima annualità, un traguardo ritenuto indispensabile per ridurre drasticamente la pressione della fauna selvatica sulle aziende agricole e contenere il rischio sanitario legato alla PSA.

Alla Regione Abruzzo, CIA chiede l’immediata attivazione di tutte le misure previste dal Piano: formazione dei cacciatori e degli operatori specializzati, rafforzamento delle attività di controllo e selezione, coordinamento tra ATC, istituti privati e aree protette, piena applicazione del principio di “tolleranza zero” nelle aree a maggiore vocazione suinicola e realizzazione del sistema regionale di monitoraggio dei prelievi, insieme alla creazione della filiera per la valorizzazione delle carni di selvaggina.

Analoga richiesta è stata rivolta ai Parchi nazionali e regionali, chiamati dal nuovo Piano a contribuire in maniera determinante al contenimento della popolazione dei cinghiali. CIA Abruzzo sollecita gli Enti gestori ad aumentare gli interventi di controllo, coordinarsi con la Regione per il raggiungimento degli obiettivi assegnati, adottare il sistema unico di monitoraggio e organizzare la gestione delle carcasse secondo quanto previsto dalla normativa.

«La tutela della biodiversità è un valore che condividiamo – conclude Sichetti, – ma non può tradursi nell’abbandono delle imprese agricole. Difendere il territorio significa proteggere chi lo coltiva ogni giorno, prevenire un’emergenza sanitaria e salvaguardare un patrimonio economico e produttivo fondamentale per l’Abruzzo. Oggi servono decisioni rapide, coordinamento istituzionale e risultati concreti. Gli agricoltori aspettano risposte, non promesse».