20 Luglio 2026 - 17:55:47

di Tommaso Cotellessa

Il Consiglio comunale dell’Aquila ha approvato in via definitiva il Perimetro del Territorio Urbanizzato (PTU), il provvedimento previsto dalla legge regionale 58 del 2023 che costituisce il primo tassello del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), destinato a sostituire il Piano regolatore generale in vigore dal 1979.

L’approvazione dell’atto, considerato dall’amministrazione comunale la base tecnica indispensabile per ridisegnare la pianificazione della città, è stata accompagnata da un duro scontro politico, con l’opposizione che ha contestato sia il metodo seguito durante l’iter consiliare sia il contenuto del provvedimento.

«Ringrazio i consiglieri che hanno sostenuto questo importante atto amministrativo, frutto di un lavoro tecnico approfondito e di un percorso di partecipazione che ha coinvolto cittadini e soggetti interessati», ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Francesco De Santis.

Secondo De Santis, il PTU rappresenta «di fatto metà del lavoro dell’intero nuovo piano della città» e segna un passaggio storico, poiché «per la prima volta dopo quasi cinquant’anni ci accingiamo ad aggiornare lo strumento urbanistico complessivo, garantendo trasparenza e certezza normativa».

L’assessore ha inoltre precisato che il Perimetro del Territorio Urbanizzato «non modifica il Piano regolatore vigente, ma definisce con rigore il quadro entro il quale costruiremo il nuovo PUC, mettendo al centro la tutela del bene suolo, la rigenerazione urbana e la qualità della pianificazione».

Il provvedimento individua le aree già urbanizzate del territorio comunale – comprese quelle residenziali, produttive e commerciali, le infrastrutture, i nuclei storici e gli ambiti interessati da strumenti attuativi – con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo, favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente e promuovere uno sviluppo sostenibile.

Di tutt’altro tenore il giudizio espresso dai consiglieri comunali di opposizione Stefania Pezzopane, Paolo Romano e Lorenzo Rotellini, che parlano di un’approvazione avvenuta «con la forza e l’arroganza», denunciando un confronto democratico limitato.

Secondo gli esponenti dell’opposizione, gran parte degli oltre 400 emendamenti presentati sarebbe stata dichiarata inammissibile attraverso un’interpretazione ritenuta strumentale del regolamento consiliare.

«Con nove anni di ritardo questa amministrazione festeggia inopportunamente l’approvazione di un documento urbanistico senza dibattito», affermano i consiglieri, accusando l’assessore De Santis di aver «spogliato il Consiglio comunale della sua potestà di autoregolamentarsi nella fase propedeutica all’approvazione dello strumento urbanistico».

Pezzopane, Romano e Rotellini contestano anche il merito del provvedimento, sostenendo che il PTU approvato non rispecchi gli obiettivi della legge regionale 58 del 2023.

«La normativa nasce per ridurre il consumo di suolo, favorire la rigenerazione urbana e valorizzare il patrimonio edilizio esistente. Il PTU avrebbe dovuto rappresentare una fotografia rigorosa della città realmente urbanizzata, distinguendo ciò che è effettivamente costruito dalle aree rimaste edificabili solo sulla carta. Il documento approvato oggi, invece, tradisce proprio questi principi».

Per i consiglieri di opposizione il rischio è quello di mantenere in vita previsioni di espansione urbanistica risalenti al vecchio Piano regolatore e mai realizzate, anziché puntare sulla riqualificazione della città esistente.

«L’Aquila non ha bisogno di nuovo consumo di suolo, ma di rigenerare e ricucire la città, recuperare le aree già compromesse e valorizzare il grande investimento realizzato con la ricostruzione post sisma», sostengono.

L’opposizione critica inoltre le modalità con cui il provvedimento è arrivato in aula, osservando che la commissione competente avrebbe esaminato il testo soltanto tre giorni prima della seduta consiliare e lamentando l’assenza dell’assessore De Santis durante parte della discussione.

Tra le questioni ancora aperte vengono indicate il futuro delle aree del Progetto CASE e dei Moduli abitativi provvisori (MAP), la disciplina delle cosiddette “casette provvisorie” realizzate dopo il terremoto del 2009 e il coordinamento urbanistico delle grandi opere pubbliche in corso, dalle nuove scuole alle sedi dei Vigili del Fuoco e della Scuola Nazionale dell’Amministrazione.

«Il nuovo Piano Urbanistico Comunale avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per decidere quale L’Aquila si costruirà nei prossimi decenni. Continueremo a pretendere un confronto vero e trasparente sul futuro della città», concludono Pezzopane, Romano e Rotellini.

Con l’approvazione del PTU prende così ufficialmente avvio il percorso che porterà alla redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, destinato a definire le scelte strategiche per lo sviluppo dell’Aquila nei prossimi decenni, ma il dibattito politico sulle modalità e sui contenuti della nuova pianificazione appare tutt’altro che concluso.