20 Luglio 2026 - 11:30:12

di Redazione

Dal 1 al 29 agosto 2026 la Biblioteca Card. Carlo Confalonieri dell’Aquila ospiterà la mostra “Tradizione che intreccia bellezza“, dedicata agli abiti tradizionali abruzzesi, ma che vedrà esposti anche merletti a tombolo, coperte tessute a telaio manuale, nonché strumenti della lavorazione della lana. L’esposizione – promossa dall’istituendo M.A.Tra.P. – Museo Aquilano delle Tradizioni Popolari (costituito dalle collezioni personali di Paolo Giuliani), in collaborazione col gruppo Archeotombolo dell’Archeoclub dell’Aquila e con Verna maîtres d’or di Pescara – propone un percorso nel quale la bellezza degli oggetti diventa chiave di accesso alla memoria delle comunità e alla cultura materiale delle donne abruzzesi.

Il titolo della mostra indica già il senso profondo dell’iniziativa: la tradizione non è presentata come repertorio immobile o come immagine nostalgica del passato, ma come trama viva, fatta di fili, gesti, tecniche, forme e relazioni sociali. Abiti, gioielli, merletti e tessuti non sono soltanto manufatti da ammirare; sono documenti culturali, capaci di raccontare appartenenze locali, condizioni sociali, riti familiari, economie domestiche, occasioni festive e passaggi della vita. Ogni piega, ogni ricamo, ogni elemento ornamentale conserva una conoscenza tecnica e, insieme, una visione del mondo.

Al centro del percorso saranno esposti antichi abiti tipici dell’area abruzzese e appenninica, provenienti da: Coppito, Montereale, Mascioni, Castel del Monte, Amatrice, Pettorano sul Gizio, Scanno, Civitella Messer Raimondo. La varietà dei centri rappresentati permetterà di cogliere la ricchezza di un patrimonio tutt’altro che uniforme: ogni comunità ha elaborato nel tempo tipologie, colori, accessori e modi d’uso propri, trasformando l’abito in un segno di riconoscimento collettivo.

Particolare interesse riveste anche l’abito femminile di Scanno, ufficialmente candidato a diventare Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, che testimonia la straordinaria forza identitaria dell’abbigliamento tradizionale e la sua capacità di attraversare il tempo senza perdere significato.

Accanto agli abiti – arricchiti anche da accessori del tempo – la mostra darà anche spazio ai preziosi merletti a tombolo e alle coperte tessute a telaio manuale. Qui il tema della bellezza si lega direttamente a quello del lavoro: un lavoro paziente, tutto femminile. Il tombolo e il telaio diventano così strumenti di memoria: conservano il ritmo delle mani, la precisione del gesto, la disciplina del disegno, ma anche la socialità dei luoghi in cui queste tecniche venivano praticate e tramandate. I manufatti tessili non sono perciò soltanto prodotti finiti, ma tracce di processi, di saperi condivisi e di comunità.

La presenza di arnesi per la lavorazione tradizionale della lana completerà il racconto, mostrando la filiera materiale che sta all’origine del tessuto: dalla fibra al filo, dal filo alla trama, dalla trama all’abito. In questo senso la mostra invita a guardare gli oggetti non come presenze isolate, ma come esito di un sistema complesso, nel quale ambiente, pastorizia, economia domestica, artigianato e ritualità quotidiana convergono in forme di straordinaria qualità.

L’iniziativa si colloca in un momento di rinnovata attenzione nazionale verso gli abiti storici: la Legge
15 aprile 2025 n. 59, ad esempio, ha istituito la Giornata nazionale degli abiti storici (11 novembre), riconoscendo in questo patrimonio un’espressione della cultura, dell’arte e della storia demoetnoantropologica italiana. Tale cornice conferma l’attualità del tema: l’abito storico non va considerato un semplice reperto museale, ma un codice identitario, capace di unire memoria locale, artigianato, turismo culturale e trasmissione intergenerazionale dei saperi.

“Tradizione che intreccia bellezza” nasce dunque come mostra, ma anche come invito a ripensare il valore delle tradizioni materiali. In un tempo in cui molte esperienze sembrano farsi sempre più virtuali e smaterializzate, gli abiti, i merletti, le coperte e gli strumenti di lavoro esposti ricordano la centralità della mano, della materia e della lentezza.

Non solo oggetti, ma manualità e saperi: durante le giornate di sabato e domenica, all’interno degli spazi espositivi, avranno luogo dimostrazioni di lavorazione del merletto a tombolo a cui si potrà assistere liberamente.