21 Luglio 2026 - 09:57:42

di Redazione

Quattro serate, migliaia di spettatori, piazze vive e un entusiasmo contagioso. Si chiude con un bilancio ampiamente positivo l’edizione 2026 di Terremerse, il festival che per quattro giorni ha trasformato Avezzano in un grande palcoscenico diffuso, attraversando teatro, musica sinfonica, circo contemporaneo e canzone d’autore. Un viaggio culturale che ha saputo coinvolgere un pubblico eterogeneo, con una straordinaria partecipazione di famiglie, giovani, bambini e appassionati arrivati da tutta la Marsica e non solo.

Dalla forza narrativa di “Io sono Abruzzo“, alla magia cinematografica di “Colossal Time”, passando per le suggestioni aeree di “Alchimia – L’evoluzione in movimento”, fino all’intenso omaggio a Lucio Dalla con “Dalla… voce al cuore”, ogni appuntamento ha registrato una partecipazione calorosa, trasformando le piazze cittadine in luoghi di incontro, condivisione e meraviglia.

A tracciare il bilancio della manifestazione è la direttrice artistica Emilia Di Pasquale, che affida alle emozioni il racconto di un’edizione destinata a lasciare il segno.

«Terremerse 2026 non è stato semplicemente un festival, ma un laboratorio di bellezza condivisa che ha trasformato il nostro territorio in un palcoscenico vivo a cielo aperto. Guardare indietro all’intensità di queste quattro serate mi riempie di un’emozione profonda e di una soddisfazione immensa. Vedere la risposta del pubblico, l’energia vibrante degli artisti e la bellezza dei nostri luoghi risuonare all’unisono è stato qualcosa di unico. L’edizione 2026 ha dimostrato quanto l’arte e la cultura possano farsi ponte tra la terra e le persone, regalando momenti che rimarranno a lungo nella memoria di tutti noi: ogni singola performance di queste quattro serate ha saputo regalare momenti di pura poesia, grande maestria e commozione. Vedere una presenza così numerosa, attenta e calorosa è la conferma più grande che la nostra visione ha saputo toccare le corde giuste. Non per ultimo i nostri paesaggi e i nostri spazi urbani si sono riappropriati della loro anima più profonda, dimostrando che la meraviglia risiede proprio nell’incontro tra natura e creatività».

Parole che sintetizzano perfettamente lo spirito di una manifestazione cresciuta anno dopo anno, capace di valorizzare gli spazi simbolo della città attraverso spettacoli di alto livello artistico e una proposta culturale accessibile a tutti. Terremerse ha dimostrato ancora una volta come la cultura possa diventare un’occasione concreta di aggregazione, coinvolgendo persone di ogni età in un’atmosfera festosa e partecipata.

Nel suo messaggio conclusivo, la direttrice artistica ha voluto condividere il successo con tutte le realtà che hanno contribuito alla realizzazione del festival.

«Un successo di questa portata non è mai il frutto del lavoro di un singolo. Il mio grazie più sentito va agli artisti, che con la loro sensibilità e il loro talento hanno reso magica ogni singola serata. Agli amici dell’associazione 67051, compagni di viaggio e di scelte condivise e lavoratori instancabili dietro le quinte che hanno garantito la riuscita impeccabile di ogni appuntamento. All’associazione Arteficio, partner prezioso nella costruzione del progetto culturale, e all’Amministrazione comunale di Avezzano, che continua a credere con convinzione nel valore culturale e sociale di questa iniziativa. Un grazie va anche a tutti i tecnici e ai collaboratori che hanno curato ogni dettaglio organizzativo, logistico e comunicativo, ma soprattutto al pubblico, che con entusiasmo e presenza costante è stato il vero cuore di questo festival. Ci lasciamo alle spalle quattro notti indimenticabili, con la consapevolezza e la certezza che la bellezza vissuta insieme continui a germogliare».

L’edizione 2026 cala così il sipario, ma lascia in eredità qualcosa che va oltre gli spettacoli: la consapevolezza che la cultura, quando nasce dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni e comunità, riesce a trasformare gli spazi urbani in luoghi di incontro e le piazze in scenari di emozioni condivise. Un risultato reso possibile grazie alla sinergia tra la direzione artistica di Emilia Di Pasquale, l’associazione 67051, l’associazione Arteficio e il Comune di Avezzano, che insieme hanno costruito un festival capace di coinvolgere e sorprendere.

Terremerse saluta il suo pubblico con la promessa di tornare ancora. Perché quando una piazza si riempie di bambini con gli occhi rivolti al palco, di famiglie che condividono una serata insieme e di applausi che uniscono un’intera comunità, il festival non finisce davvero: continua a vivere nei ricordi di chi lo ha reso speciale e nell’attesa della prossima edizione.