21 Luglio 2026 - 08:58:12

di Redazione

Ci sono traguardi che non si possono misurare solo con le lancette di un orologio. Esistono imprese in cui il tempo cronometrico si dilata, si dissolve e cede il passo alle storie, alle lacrime e ai battiti del cuore. L’edizione 2026 di EagleXman Extreme Triathlon sul Gran Sasso non è stata una semplice competizione sportiva; è stata un viaggio mistico, collettivo e intimo. Un’avventura iniziata all’alba di sabato 18 luglio sulle sponde del Lago di Campotosto e culminata sotto il vento maestoso di Campo Imperatore, a 2.138 metri di quota, dove ogni finisher è stato celebrato come un autentico campione.

Un Territorio Vivo: L’Aquila Capitale della Cultura 2026

Il legame profondo tra l’evento e la terra abruzzese ha rappresentato il vero palcoscenico di questa epopea. Come sottolineato dai rappresentanti delle istituzioni durante la cerimonia finale tenutasi all’Hotel Fiordigigli a Fonte Cerreto (Aq), EagleXman non è solo sport, ma una visione precisa di rinascita per un territorio.

«La visione è quella di restituire e far scoprire la bellezza delle nostre aree interne, dal Lago di Campotosto a Ofena, fino alla vetta di Campo Imperatore», ha dichiarato Livio Vittorini, portando anche i saluti dell’assessore regionale allo Sport Mario Guaglieri e del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi

«L’Aquila, in questo anno in cui è Capitale Italiana della Cultura, dimostra come lo sport, la cultura e l’aggregazione siano i pilastri fondamentali su cui costruire un nuovo senso di comunità e condivisione». Una rinascita sociale e spirituale supportata in prima linea dall’infaticabile lavoro del Presidente Raffaele Avigliano e di tutto il suo team, la Flipper Triathlon Asd.

L’Olimpo dell’Extreme Triathlon: Il Carattere Internazionale

La durezza del percorso abruzzese ha ormai consacrato EagleXman tra i giganti mondiali della disciplina. La prima donna a raggiungere la cima dell’extreme triathlon full distance, Laura Mazzucco, che vanta nel proprio palmarès competizioni leggendarie, lo ha confermato senza esitazioni: «Ho partecipato a sfide estreme tra cui Embrunman ed Elbaman, ma questo percorso vale quanto i mostri sacri europei. È incredibilmente duro, ma di una bellezza che non ha eguali».

Il primo finisher tra gli uomini è stato il giovanissimo talento Riccardo Malagnino, capace di completare l’impresa in sole 13h43m00s, affrontando un finale in solitaria dopo aver superato una dura crisi nel secondo giro di corsa grazie al supporto fondamentale della sua compagna Chiara e del suo coach Vincenzo.

Ma il respiro della gara è stato profondamente internazionale, accogliendo atleti da tutto il mondo. Dal Belgio, Wim Doutreloigne ha commosso la platea dedicando il traguardo a sua moglie: «Noi atleti ci svegliamo alle 3 del mattino per correre, ma lei si è svegliata con me, mi ha seguito in auto per oltre 16 ore e ha supportato ogni mio infortunio. Questo traguardo è suo». E ancora, la straordinaria testimonianza di Chu Zhang , giunto dalla Cina per conquistare il Gran Sasso: «Non ricordo nemmeno dove ho trovato la gara di EagleXman, ma sono felice di essere venuto qui. Questo luogo e questa accoglienza fantastica hanno lasciato un’impronta indelebile in me e nella mia famiglia».

Il Cuore oltre l’Ostacolo: Storie dal “Libro delle Emozioni”

Il vero cuore pulsante di EagleXman risiede nel legame indissolubile tra gli atleti e i loro supporter (partner, familiari, amici), veri co-protagonisti di ogni metro di fatica. Le pagine scritte a mano sul Libro delle Emozioni dell’evento ne custodiscono la vibrante umanità:
●La Tigre della Rinascita – Marina Coccia: Per Marina, questa edizione ha rappresentato il riscatto contro un destino avverso, dopo un gravissimo incidente in bicicletta nel 2024 e la rottura di un gomito l’anno successivo. «Senza mio marito Mindo non potrei fare nulla. Siamo una squadra nella vita e nello sport. Festeggiare così i nostri 25 anni di matrimonio ci ha dato una carica tremenda».
●Un Amore Nato sul Gran Sasso – Fabia Maramotti: Per Fabia si è trattato della quinta volta lassù, una fatica immane segnata da problemi di stomaco fin dalle prime battute. Ha scelto questo luogo per celebrare una promessa d’amore con il suo supporter: «Ci siamo incontrati alla prima edizione, cercavo qualcuno che mi supportasse negli ultimi 6 chilometri della corsa. Lì è nato un legame speciale. Quest’anno siamo tornati e a settembre ci sposiamo» .
●22 Anni di Matrimonio a Campo Imperatore – Alessio Pigro: Ad attenderlo al traguardo c’era la moglie Romina. La loro colonna sonora da una vita, “One” degli U2, ha risuonato nel buio e nel vento del Gran Sasso per celebrare il loro 22° anniversario di matrimonio proprio nel momento esatto del taglio del traguardo.
●Una Presenza in Vetta – Donato Semeraro: Di origini pugliesi, Donato ha percorso la salita finale con gli occhi colmi di commozione: «Arrivare in cima mi emoziona sempre in modo speciale, perché mi fa sentire incredibilmente vicino a una persona cara che non c’è più e che porto sempre nel cuore».
●La Scalata di Procida – Ciro Assante: L’atleta campano vive nella piccolissima isola di Procida. Ciro ha confessato di allenarsi esclusivamente sulle brevi salite di quella terra. Ha lasciato una delle dediche più commoventi del libro: «Al mio Papà, sarai sempre con me. Tanta fatica per raggiungere i tuoi traguardi, me l’hai insegnato tu!! Ciao»
●Un nuovo appuntamento – Christophe Blatz e Odile Deleplanque, dalla Francia «Grazie per questa bellissima giornata e per l’opportunità che ci date per testare la nostra volontà e i nostri limiti. All’anno prossimo!»

L’Essenza del Triathlon

Alla fine, le parole impresse sul libro dei ricordi da Calogero Vitale, finisher dai Castelli Romani, riassumono lo spirito puro di questa manifestazione: «Mi sono sentito subito a mio agio, senza l’ansia di cronometri, passi al chilometro e cose strane. Per me, questa è l’essenza stessa del triathlon».

EagleXman si conferma così molto più di una gara sportiva: è una vetrina incredibile per l’Abruzzo, un inno alla forza di volontà umana e la dimostrazione che solo chi osa può volare e i confini della fatica diventano l’inizio di una nuova e meravigliosa storia.

Per chiudere, la dichiarazione del “Capitano” Raffaele Avigliano: «Milioni di persone hanno vissuto una notte di follia, gioia o amarezza per il risultato di una partita di calcio. Io per 4 giorni ho fatto l’astronauta all’interno di una navicella spaziale insieme ai miei impagabili compagni di viaggio, un’esperienza speciale, forte, coinvolgente, sono felice. Poco importa chi abbia vinto i mondiali là sotto. Lassù sul Gran Sasso tutti gli atleti e i loro supporter hanno conquistato la loro vittoria».

Oltre alla distanza full, partita alle 5 da Lago Campotosto con 3.8K di nuoto, proseguita con 180K di bici e con 42K di corsa, di cui gli ultimi 7 caratterizzati dall’incredibile ascesa da Fonte Cerreto a Campo Imperatore, si sono svolte anche le gare su distanza 113, vinte da Ilaria Catelli e Francesco Bartolini, e X-Olympic, che ha salutato i successi di Giorgia Cappellacci e Federico Rosa.