21 Luglio 2026 - 11:59:01
di Martina Colabianchi
La situazione delle liste d’attesa in Abruzzo evidenzia forti criticità e un deciso arretramento, ponendo la regione nelle retrovie della classifica nazionale stilata dall’Agenas nel suo ultimo Bollettino relativo al primo semestre del 2026.
Mentre a livello nazionale il quadro generale mostra incoraggianti segnali di ripresa, con 1,6 milioni di visite ed esami in più erogati nei tempi di garanzia rispetto al 2025, l’Abruzzo accusa una brusca frenata, in controtendenza rispetto ai progressi registrati da altri territori.
Entrando nel dettaglio dei dati regionali contenuti nel rapporto, sul fronte delle prime visite mediche l’Abruzzo si attesta al 73,5%, risultando tra le regioni con le performance meno brillanti, ben al di sotto della media e lontana da virtuosismi come quelli della Basilicata (al 98,9%) o delle Marche (al 94,5%).
Ancora più critica la situazione per quanto riguarda gli esami diagnostici: la regione fa registrare un pesante calo, con una brusca frenata del 10,8% che la relega al 65,3% di rispetto dei tempi di garanzia, posizionandola tra i fanalini di coda della graduatoria italiana insieme a Puglia e Umbria
Il documento di Agenas arriva a due mesi dalla presentazione della nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle Liste di Attesa, che consente di seguire i tempi di attesa per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici erogati dalle strutture pubbliche e del privato accreditato.
La rilevazione mostra che nel primo semestre di quest’anno, il servizio sanitario è stato in grado di aumentare la propria capacità di fornire esami e visite agli italiani e anche di farlo con tempestività. Infatti, sono cresciute le prenotazioni, passate da 13,3 milioni del primo semestre 2025 a 14,9 milioni del primo semestre 2026. Di queste, solo poco più di 30 mila sono state erogate oltre i tempi richiesti nella ricetta. In crescita anche le visite nei fine settimana, che sono state 357 mila (27 mila in più rispetto al 2025).
«Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti, stiamo iniziando a governare le liste d’attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni – ha dichiarato il direttore generale di Agenas, Angelo Tanese -. Nel confronto con il primo semestre 2025 il trend si conferma positivo. I miglioramenti più significativi riguardano le prestazioni con i codici di priorità Urgente (3 giorni) e Breve (10 giorni), e questo è un dato molto positivo. Segnali di recupero li rileviamo anche in quegli esami e visite che spesso presentano le maggiori criticità, come mammografie, colonscopie e prime visite gastroenterologiche».
«Naturalmente resta ancora molta strada da percorrere, ma oggi disponiamo di strumenti che non avevamo e di un piano di azione chiaro» e «Agenas sta lavorando con ogni singola Regione, in un rapporto di collaborazione e confronto continuo. È questo a mio avviso l’aspetto più importante per il governo delle liste d’attesa: coinvolgere tutti gli attori del sistema nel perseguimento di un obiettivo comune e avanzare nella stessa direzione», conclude Tanese.
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