24 Luglio 2026 - 11:05:26
di Marianna Galeota
La storica centrale di sollevamento di Pile sarà trasformata nel Museo dell’Acqua, un innovativo spazio espositivo e multimediale che racconterà oltre duemila anni di cultura dell’acqua: dalle opere idrauliche dell’antica Amiternum e dell’epoca romana, passando per gli acquedotti che hanno accompagnato la nascita e lo sviluppo dell’Aquila, fino ai moderni sottoservizi, alle reti intelligenti e ai sistemi di telecontrollo che oggi garantiscono un servizio sempre più efficiente.
L’iniziativa nasce dalla sinergia tra il Comune dell’Aquila e Gran Sasso Acqua, fortemente voluta dal sindaco Pierluigi Biondi e dal presidente della Commissione bilancio e programmazione Livio Vittorini, con l’obiettivo di restituire alla città uno dei luoghi simbolo della propria storia infrastrutturale, trasformandolo in uno spazio dedicato alla memoria, alla divulgazione e all’innovazione. Il Museo dell’Acqua sarà gestito da Gran Sasso Acqua.
Il progetto, del valore complessivo di 2,7 milioni di euro, finanziato attraverso fondi CIPESS, consentirà il recupero e la rifunzionalizzazione dell’edificio storico, che continuerà a svolgere la sua funzione strategica di approvvigionamento idrico, diventando al tempo stesso un luogo aperto alla città, alle scuole e ai visitatori.
L’intervento prevede l’installazione di nuove elettropompe ad alta efficienza energetica, sistemi di telecontrollo e telemisura e tecnologie innovative che renderanno ancora più moderna ed efficace la gestione dell’impianto, in linea con il processo di digitalizzazione delle reti idriche portato avanti da Gran Sasso Acqua. Parallelamente sarà recuperata e valorizzata la storica sala delle elettropompe, preservando le macchine che per decenni hanno garantito il sollevamento dell’acqua verso la città.
Il Museo dell’Acqua sarà concepito come uno spazio immersivo e altamente innovativo e sarà gestito dalla Gran Sasso Acqua. Al suo interno troveranno posto sale multimediali con ledwall, installazioni digitali e contenuti interattivi, pensati in particolare per le scuole, le famiglie e i visitatori. L’esperienza proseguirà anche negli spazi esterni della centrale attraverso un percorso arricchito da totem digitali che accompagneranno il pubblico lungo oltre duemila anni di storia dell’ingegneria idraulica aquilana. In ogni ambiente sarà l’acqua il filo conduttore del racconto, elemento identitario capace di unire passato, presente e futuro.
«Con questo progetto restituiamo alla città un luogo di straordinario valore storico che racconterà il profondo rapporto che lega L’Aquila all’acqua – dichiara il sindaco Pierluigi Biondi. – Il Museo dell’Acqua è stato pensato come un nuovo presidio culturale, educativo e turistico, attraverso il quale valorizzare un patrimonio spesso poco conosciuto e arricchire ulteriormente l’offerta culturale della città».
«Il luogo in cui la memoria incontra l’innovazione – ha proseguito Livio Vittorini. – Gran Sasso Acqua metterà a disposizione competenze, tecnologie ed esperienza per gestire una struttura che, oltre alla storia dell’approvvigionamento idrico dell’Aquila, racconterà anche l’evoluzione di un servizio essenziale attraverso le sfide della sostenibilità e della trasformazione digitale. Vogliamo offrire ai cittadini e ai visitatori un luogo vivo, moderno e accessibile, che possa trasmettere il valore dell’acqua come bene comune e patrimonio da conoscere e tutelare»
«Progetti di tal sorta – conclude il presidente di Gran Sasso Acqua, Ivo Pagliari, – dimostrano quanto sia importante fare rete tra istituzioni. Gran Sasso Acqua metterà a disposizione il proprio patrimonio di competenze tecniche e la propria esperienza nella gestione del servizio idrico per contribuire a realizzare uno spazio che affianca alla funzione infrastrutturale un’importante attività di divulgazione e valorizzazione del territorio. Per noi si tratta di un importante investimento anche sul piano culturale e ne siamo orgogliosi».


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