24 Luglio 2026 - 16:30:12
di Martina Colabianchi
La vicenda giudiziaria che ha visto protagonista l’assessore Manuela Tursini si è chiusa con una netta pronuncia del Tribunale del Lavoro, che ha dichiarato illegittimo e annullato il licenziamento disposto nei suoi confronti dall’ex direttore generale della Asl a causa di una presunta incompatibilità tra il ruolo politico ricoperto e l’incarico professionale di dirigente amministrativo all’interno dell’Azienda sanitaria.
Sulla questione interviene con una nota ufficiale la Cisal Fpc Abruzzo, a firma di Piero Peretti.
Il caso politico e amministrativo affonda le radici nell’estate del 2024, ricorda Peretti, quando le opposizioni avevano iniziato a sollevare polemiche, culminate poi nella richiesta insistente di dimissioni di Tursini.
«Nel dicembre 2024 – si legge nella nota – grazie alla sensibilità e alla disponibilità dell’assessore Tursini, è stato sottoscritto un accordo tra la CISAL e le RSU del settore pedagogico di AFM S.p.A. (Casetta Fantasia), che sta finalmente consentendo un parziale recupero economico per le dipendenti di AFM rispetto alle colleghe impiegate negli asili comunali. Un’intesa che abbiamo definito “storica”, perché raggiunta dopo decenni di rivendicazioni. Pochi giorni dopo, i consiglieri di opposizione alimentarono ulteriormente la polemica iniziata nell’estate del 2024, reiterando con forza la richiesta di dimissioni dell’assessore Tursini, ritenendo il suo ruolo incompatibile con l’incarico politico ricoperto».
Oggi, tuttavia, la sentenza del Tribunale del Lavoro ha smentito i presupposti di quelle accuse, stabilendo con chiarezza che non sussisteva alcuna incompatibilità tra l’incarico di assessore e la posizione lavorativa dell’interessata, e che la Asl non poteva in alcun modo impedirle di fruire dell’aspettativa non retribuita prevista per lo svolgimento del mandato amministrativo.
Alla luce di questo verdetto, la Cisal Fpc Abruzzo esprime forte stupore per «il silenzio mantenuto finora sia dall’opposizione sia dalla Asl. Chi per mesi ha chiesto le dimissioni dell’assessore e ha alimentato un acceso dibattito pubblico dovrebbe oggi dimostrare lo stesso coraggio nel prendere atto dell’esito della vicenda e chiedere scusa. Il rispetto delle sentenze dovrebbe valere sempre: quando sembrano confermare le proprie convinzioni, ma anche quando le smentiscono», conclude Peretti.
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