25 Luglio 2026 - 09:17:30
di Marco Giancarli
Si dava per spacciato, spazzato via dalle potenti slavine di aprile che avevano interessato l’area, ma il rialzo delle temperature ed il disgelo hanno restituito una fotografia ben diversa del rifugio del Castrato, conosciuto anche come Stazzo del Castrato che si trova a sud del Monte Corvo nella Valle del Chiarino.
La struttura infatti è sana e salva poiché al momento della violenta slavina era già sommersa dalla neve del periodo.
A confermarlo è stato Elia Serpetti, presidente degli Usi civici di Arischia che sono proprietari della struttura.
Il presidente spiega che il rifugio è stato realizzato proprio in quel punto per una ragione e sotto attenta valutazione del dottor Morelli, valangovolo di fama internazionale. «Attualmente la struttura ha solo un piccolo danno alla pensilina sinistra, tant’è che tra un po’ ci torneranno gli allevatori – ha spiegato Serpetti -. Quello in realtà, inoltre, non è un vero e proprio rifugio, ma è un ricovero montano per gli allevatori. Lo abbiamo voluto noi nel 2007 proprio per dare un riparo a queste persone che lavorano sopra i 2000 metri, nel caso di condizioni metereologiche avverse».
Il rifugio, spiega ancora Serpetti rispondendo anche ad alcune polemiche, «non rimane aperto l’inverno, ma apre il 10 giugno e si chiude il 30 di ottobre perché è soltanto per gli allevatori. La cosa più bella, però, è che il rifugio è rimasto intatto sotto la neve. Chi si ritiene amante della montagna o esperto non deve pubblicare certe cose per fare allarmismo – conclude -, sono cose bruttissime per chi ci lavora, per chi ci spende soldi e per chi ha cura di quella valle perché, se la valle si presenta in quelle condizioni, significa che qualcuno ha cercato di mantenerla».
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