25 Luglio 2026 - 09:15:00

di Martina Colabianchi

Braccianti al lavoro nel Fucino nelle ore più calde della giornata, con temperature che hanno toccato i 38°, in spregio delle norme regionali anti-caldo e a forte rischio di stress termico.

È quanto registrato sul campo dalle Brigate del Lavoro, iniziativa di Cgil e Flai Cgil della Provincia dell’Aquila per incontrare i lavoratori agricoli del territorio, dare loro voce e spezzare l’isolamento in un settore ad alto rischio di precarietà e sfruttamento, soprattutto in estate.

Un’attività che, come sottolineato dal segretario della Flai Luigi Antonetti, si è concentrata principalmente nell’individuare le aziende, per fortuna poche, che non rispettano le regole e costringono i lavoratori ad una forte precarietà, allo sfruttamento e a svolgere attività lavorativa nelle ore più calde.

«Non è vero che Flai Cgil è contro le aziende – ha spiegato Antonetti -. Noi siamo contro le aziende che non rispettano le regole e, purtroppo, abbiamo avuto modo di constatare delle violazioni alla normativa regionale sulla sospensione lavorativa dalle 12.30 alle 16 per le alte temperature. Alcune aziende non hanno rispettato questa normativa, e a loro ci rivolgiamo. Abbiamo preso i numeri di targa dei furgoni, geolocalizzato il luogo in cui stavamo e abbiamo quindi avuto modo di individuare le squadre e le aziende che ci interessavano presentando poi denuncia all’Ispettorato del Lavoro».

Sono oltre 5000 i braccianti stagionali che attualmente lavorano nei campi del Fucino. Di questi, la maggior parte sono di origine nordafricana o est europea. I sindacati hanno parlato con loro, gli hanno distribuito bottigliette d’acqua e cappelli per proteggersi dal caldo e li hanno informati sui propri diritti. Un modo per stare dalla parte di chi ogni giorno fa sì che i prodotti arrivino alle nostre tavole, ma anche per mettere in luce un lato bello del Fucino, quello delle aziende che rispettano le regole, ma anche di una comunità locale solidale e attenta.

«Il nostro obiettivo principale – ha proseguito il segretario Flai – è proprio quello di andare nei campi e avvicinare i lavoratori portandogli una bottiglietta d’acqua, un cappellino per ripararsi dal sole, i jeans catarifrangenti per chi lavora in bicicletta ma, soprattutto, portiamo un volantino informativo per farci conoscere anche attraverso QrCode, con anche traduzione in arabo dei propri diritti».

E mentre è stata annunciata una nuova iniziativa delle Brigate del Lavoro per il mese di settembre, Confagricoltura L’Aquila ha bollato come generalizzazioni allarmistiche i dati diffusi, sottolineando che si parla di una squadra ristretta a fronte di una forza lavoro di oltre 5.300 addetti nel territorio. Per questa ragione, l’organizzazione ha invitato le sigle sindacali ad un incontro chiarificatore fissato a Avezzano per venerdì 31 luglio.