31 Luglio 2026 - 15:42:26

di Martina Colabianchi

Doccia fredda per i lavoratori del call center Tecnocall di Monticchio, dove 59 lavoratori rischierebbero il posto di lavoro a partire dal 2027.

La sede aquilana è così vittima della crisi che sta colpendo più in generale l’intero settore, minacciato dall’Intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie senza vere prospettive di cambiamento e sviluppo.

Immediate le reazioni della politica aquilana, con il presidente della terza commissione Fabio Frullo che ha convocato con urgenza una seduta dedicata alla vertenza Tecnocall, alla quale saranno invitati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dell’azienda, della Regione Abruzzo e tutti i soggetti istituzionali coinvolti.

«L’obiettivo – scrive Frullo – è fare piena chiarezza sul futuro del sito di Monticchio, conoscere le reali prospettive occupazionali e individuare ogni possibile soluzione utile a salvaguardare i posti di lavoro e a tutelare le famiglie coinvolte. Non possiamo permettere che il nostro territorio torni a vivere una crisi occupazionale di questa portata. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire tempestivamente, favorendo il dialogo tra le parti e mettendo in campo tutte le iniziative necessarie per scongiurare i licenziamenti.

«Il lavoro è una priorità assoluta e nessun lavoratore deve sentirsi lasciato solo. La Commissione sarà un luogo di confronto concreto e operativo, con l’obiettivo di accompagnare questa vertenza e contribuire a costruire soluzioni nell’interesse dei lavoratori e dell’intero territorio», conclude.

Esprime profonda preoccupazione anche la consigliera del Partito democratico Stefania Pezzopane. «L’annuncio di 59 licenziamenti da parte di Tecnocall impone una risposta immediata da parte delle istituzioni. L’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali è inequivocabile e non consente ulteriori rinvii. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, proprio giovedì, era stato assunto l’impegno a convocare con urgenza la Terza Commissione, coinvolgendo i sindacati e tutti i soggetti interessati. È un impegno che va mantenuto senza ulteriori ritardi per i primi giorni della prossima settimana».

«Per questo – prosegue Pezzopane – sollecito l’immediata convocazione della Commissione, affinché si affronti questa delicata vertenza e si definiscano, insieme alle organizzazioni sindacali, le iniziative necessarie a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e del futuro occupazionale del territorio. La vicenda Tecnocall si inserisce in una crisi più ampia che interessa il comparto dei call center, oggi attraversato da profondi cambiamenti organizzativi e tecnologici, anche per effetto della diffusione dell’intelligenza artificiale. È quindi indispensabile affrontare questa emergenza con una visione più ampia, capace di accompagnare la riorganizzazione del settore e di governare la transizione tecnologica senza scaricarne i costi su lavoratrici e lavoratori».

«Per questo ricordo l’ordine del giorno presentato a mia prima firma, sottoscritto dalle forze di opposizione e in discussione in Consiglio comunale, che punta a impegnare l’Amministrazione ad aprire un confronto con il Governo e la Regione sulla riorganizzazione del comparto e sulle ricadute dell’intelligenza artificiale, promuovendo iniziative concrete a sostegno dell’occupazione».

«È fondamentale – conclude la consigliera Pd – che il Comune svolga fino in fondo il proprio ruolo di coordinamento, convocando con urgenza la Terza Commissione e costruendo, insieme alle organizzazioni sindacali, una strategia condivisa per contrastare i licenziamenti, tutelare l’occupazione e difendere il futuro di un settore strategico per il nostro territorio. Attendo fiduciosa la convocazione della terza commissione».

Anche il coordinatore comunale di Forza Italia Stefano Cappetti sottolinea la necessità di «portare al centro dell’agenda politica del Comune dell’Aquila le difficoltà dei lavoratori del call center di Monticchio», che «vuole dire dare una risposta concreta a chi teme di perdere il proprio lavoro e prova in prima persona una situazione grave di disagio. Riaprire il dibattito nell’opportuna sede istituzionale è un atto urgente che consente di non arrivare tardi quando la crisi sarà irrimediabile».