31 Luglio 2026 - 16:20:30
di Martina Colabianchi
La prospettiva di fusione tra le società pubbliche del comparto dell’igiene ambientale nella provincia dell’Aquila incassa il pieno e unitario sostegno delle organizzazioni sindacali.
Fp Cgil, Uiltrasporti, Fit Cisl e Fiadel – per mezzo dei rappresentanti Pasqualone, Coletti, Cipriani, De Angelis e Cucchiella – esprimono parere favorevole sul percorso avviato, pur mettendo nero su bianco la necessità che ogni passaggio futuro sia preventivamente condiviso con le stesse sigle.
Il perimetro dell’intesa affonda le radici nell’accordo sindacale siglato lo scorso 23 febbraio 2024 insieme ad Agir, Anci Abruzzo e Regione Abruzzo.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato garantire un servizio efficiente, trasparente ed economico, dall’altro blindare il patrimonio aziendale e i livelli occupazionali. Una visione che richiama direttamente la scelta compiuta nel giugno del 2011 dai cittadini italiani attraverso il referendum sui servizi pubblici locali, individuando nella gestione pubblica la chiave per tutelare i lavoratori e applicare correttamente l’unico contratto collettivo di settore capace di riconoscere giuste retribuzioni e inquadramenti coerenti con le mansioni svolte.
Il nuovo assetto delineato per il territorio aquilano punta a chiudere l’intero ciclo integrato dei rifiuti avvalendosi dell’impianto di Cogesa SpA, una mossa strategica, secondo i sindacati, perché pensata per abbattere i costi di smaltimento e produrre ricadute positive sulla Tari per l’intera cittadinanza.
«Gestione pubblica – scrivono – non vuol dire necessariamente “carrozzone pubblico”, ma una gestione partecipata dal pubblico, dall’interesse collettivo e da un Controllo Analogo che funziona. A chi teme un’azione di forza, può restare tranquillo, perché né uno specifico Comune e né Asm SpA possono sottrarsi alla normativa vigente in materia di affidamenti di servizi e gare e né alle Linee Guida previste, in tal senso, da Agir».
«Le varie Amministrazioni comunali eventualmente interessate da questo futuro cambio di passo nella
gestione dei rifiuti faranno una scelta senz’altro consapevole, capendo che non si tratta di spalmare
ipotetici debiti societari su tutti i propri cittadini, ma, al contrario, renderli partecipi e attenti
supervisori della corretta erogazione del servizio».
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