13 Agosto 2026 - 11:22:53

di Vanni Biordi

Un nuovo elettromiografo e un sistema per i potenziali evocati entreranno a disposizione della UOC di Neurofisiopatologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. La consegna ufficiale delle apparecchiature è in programma nel reparto diretto dal dottor Nicola Cimini, grazie alla donazione dei Rotary Club L’Aquila, L’Aquila Gran Sasso d’Italia e L’Aquila per la Vita.

È un gesto che mette insieme solidarietà e sanità e che, soprattutto, porta dentro un reparto ospedaliero strumenti utili ad ampliare e rendere più efficace l’attività diagnostica. Un investimento sul territorio che nasce dalla collaborazione tra associazionismo e sistema sanitario, con un obiettivo molto concreto: mettere a disposizione dei professionisti apparecchiature in grado di aiutare a individuare patologie e disturbi del sistema nervoso e dell’apparato muscolare.

L’elettromiografo consente di registrare le caratteristiche elettriche delle fibre muscolari e dei nervi periferici. L’elettromiografia, infatti, permette di valutare l’attività elettrica di muscoli e nervi e rappresenta uno degli strumenti utilizzati nella diagnosi di diverse patologie neuromuscolari, dalle neuropatie alle miopatie, dalle radicolopatie alle malattie della giunzione neuromuscolare, come la miastenia gravis.

Accanto all’elettromiografo arrivano anche le apparecchiature per lo studio dei potenziali evocati. Si tratta di esami che analizzano la risposta del sistema nervoso centrale a uno stimolo sensoriale, verificando il percorso delle informazioni dalla periferia fino al cervello. Sono procedure non invasive e, nella maggior parte dei casi, non richiedono l’utilizzo di farmaci né producono effetti collaterali.

Per la Neurofisiopatologia dell’ospedale aquilano, dunque, la disponibilità della nuova strumentazione rappresenta un rafforzamento delle possibilità diagnostiche a disposizione degli specialisti e, di conseguenza, dei pazienti che si rivolgono alla struttura.

Ma la giornata racconta anche un altro aspetto della sanità pubblica: quello di una comunità che sceglie di sostenere concretamente i propri servizi. Il contributo dei due Rotary e di L’Aquila per la Vita non sostituisce il ruolo delle istituzioni, ma si affianca all’attività dell’ospedale con un intervento mirato, destinato a un settore nel quale la qualità degli strumenti diagnostici può avere un peso importante nel percorso di cura.

La consegna è stata quindi anche l’occasione per accendere i riflettori su una specialità spesso meno visibile rispetto ad altri settori della medicina, ma fondamentale per riconoscere disturbi neurologici e neuromuscolari.

Il senso dell’iniziativa è racchiuso nella frase scelta per la cerimonia: «Un gesto di cura, un impegno per la diagnosi e la salute del nostro territorio». Un principio semplice, che trova nella nuova strumentazione una traduzione concreta.