14 Agosto 2026 - 15:41:28

di Vanni Biordi

Un intervento complessivo da circa 60 milioni di euro per ridisegnare alcuni dei servizi più importanti dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Il piano di riorganizzazione, potenziamento e adeguamento logistico-strutturale è stato presentato questa mattina all’Emiciclo dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e dal manager della Asl 1 Abruzzo Paolo Costanzi, insieme al direttore sanitario Carmine Viola, al direttore amministrativo Dino Piccari e al direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza, Franco Marinangeli. La presentazione arriva dopo mesi di lavoro della nuova direzione aziendale, che aveva già indicato nel pronto soccorso e nel blocco operatorio due delle priorità per il presidio aquilano.

Il capitolo più rilevante riguarda proprio il Pronto soccorso, destinato a passare dagli attuali 1.200 a circa 1.700 metri quadrati. L’ampliamento consentirà di ricavare un’Admission room, destinata ai pazienti in attesa di ricovero, e una discharge room per le dimissioni. Spazi che oggi sono collocati provvisoriamente in ambienti sottratti ad altre funzioni. La riorganizzazione permetterà inoltre di aggiungere sei posti letto all’Osservazione breve.

Altro tassello strategico è la realizzazione della Radiologia interventistica, con due sale dotate di angiografi. Saranno utilizzate in collaborazione tra radiologi interventisti, emodinamisti e chirurghi vascolari, con l’obiettivo di intervenire sulle patologie tempo-dipendenti riducendo i tempi tra diagnosi e trattamento.

Il piano interviene anche sull’Edificio 1, vicino al blocco operatorio recentemente ristrutturato. Qui sono previste altre due sale operatorie, una sala robotica, una nuova mensa aziendale e il trasferimento della Direzione sanitaria. Lo spostamento consentirà di recuperare ulteriori spazi da destinare a reparti e servizi oggi costretti in ambienti non adeguati.

Non solo emergenza e chirurgia. Il progetto prevede tre nuovi posti letto per l’Utic e l’ampliamento di oltre 200 metri quadrati del Centro trasfusionale, con una diversa organizzazione degli spazi. Sono inoltre previsti interventi di miglioramento e adeguamento sismico su alcune palazzine, attraverso tecniche di isolamento che dovrebbero consentire di eseguire i lavori senza interrompere l’attività sanitaria o trasferire i reparti.

Il conto complessivo è articolato in 38 milioni per i lavori, 12 milioni per gli interventi sismici e 10 milioni per apparecchiature elettromedicali e arredi.

«Il San Salvatore necessita di un potenziamento del pronto soccorso, non più adeguato alle necessità di assistenza, e dell’allestimento di reparti strategici», ha spiegato Costanzi. La Asl sta inoltre lavorando a un ulteriore progetto per la riduzione dei consumi energetici.

Il piano, però, non equivale ancora all’apertura dei cantieri. La stessa Asl dovrà completare il progetto e sottoporlo alla Regione Abruzzo per l’individuazione delle risorse finanziarie necessarie. È questo il prossimo passaggio istituzionale decisivo: trasformare il progetto tecnico in un programma finanziato e cantierabile.

“Noi presteremo attenzione presso gli uffici di competenza affinché nel più breve tempo possibile si possa raggiungere questo risultato importante”, ha assicurato Verì.

La Regione è dunque chiamata a valutare e sostenere il percorso delineato dalla Asl.

Sullo sfondo, resta la più ampia strategia di ammodernamento della sanità aquilana, che comprende anche il progetto del nuovo ospedale e gli interventi già avviati sul San Salvatore.

A questo, si aggiunge anche una particolare attenzione rivolta alla carenza di personale che, spiega il manager della Asl Costanzi, si registra soprattutto in ambito infermieristico. «Ci sono varie assunzioni in corso, sono pochi quelli che si sono laureati nell’ultimo periodo. Ma la criticità vera è a Sulmona dove ci sono attualmente quattro concorsi per posti a tempo indeterminato banditi da questa Asl – ha annunciato -. Agli avvisi a tempo determinato, fino ad ora, non ha risposto nessuno».

Per ora, il dato concreto è un progetto da 60 milioni che punta a intervenire sui punti più sensibili del presidio: emergenza, chirurgia, diagnostica, trasfusionale e sicurezza sismica. Il passaggio successivo sarà capire quando e con quali risorse il piano potrà diventare realtà.