16 Agosto 2026 - 09:36:14

di Martina Colabianchi

A luglio 2026 si registrano in Italia oltre 4 milioni di presenze in più e 1 milione di arrivi in più rispetto allo stesso mese del 2025. Le presenze aumentano complessivamente del 4,4%, con una crescita del 2,3% della componente italiana e del 6,0% di quella estera.

A certificarlo sono i dati elaborati dall’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo.

Anche gli arrivi evidenziano una dinamica favorevole, registrando un incremento complessivo del 4,5%, determinato dall’aumento della componente italiana del 3,8% e di quella estera del 5,1%.

In questo quadro, l’Abruzzo è tra le regioni che registrano la crescita più rilevante nel primo semestre del 2026 con un +10,9% in termini di presenze. La nostra regione segue solo la Calabria e il Piemonte. Un risultato sostenuto anche dalle oltre 20mila sagre annuali, che attraggono 48 milioni di visitatori, generano 2,1 miliardi di euro di indotto e impiegano circa 10.500 occupati.

A trainare il turismo nella nostra Regione, che inoltre è la terza regione italiana per crescita delle presenze turistiche di stranieri nel primo semestre del 2026 (dati del Ministero dell’Interno), sono ancora una volta i centri dell’Abruzzo interno e, in particolare, e borghi e quelli a quote più elevate. Secondo i dati, elaborati sulla base di oltre 7.300 prenotazioni, l’Abruzzo figura infatti tra le cinque regioni italiane che registrano la maggiore crescita dell’occupazione turistica nei borghi per l’estate 2026, insieme a Molise, Basilicata, Sicilia ed Emilia-Romagna.

«Sono numeri che assumono un valore ancora maggiore perché riguardano un segmento perfettamente coerente con l’identità e con le potenzialità dell’Abruzzo – così il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale con delega al Turismo, Daniele D’Amario -. Abbiamo un patrimonio straordinario fatto di borghi, aree interne, parchi, natura, cultura, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche. La sfida è trasformare sempre di più queste ricchezze in un’offerta turistica integrata, capace di generare presenze, economia e opportunità durante tutto l’anno».

«Il fenomeno dei borghi assume peraltro dimensioni sempre più rilevanti a livello nazionale: la permanenza media è passata da 2,35 a 3,44 giorni, con un incremento del 46%, mentre la spesa media per prenotazione fa registrare un aumento del 74%».

«Il turista sta cambiando e cerca sempre più esperienze autentiche, luoghi meno congestionati, contatto con la natura e con le comunità locali. L’Abruzzo ha tutte le caratteristiche per essere protagonista di questa evoluzione – prosegue D’Amario -. La crescita dei nostri borghi dimostra inoltre che lo sviluppo turistico regionale coinvolge l’intero territorio, dalla costa alle montagne, passando per le aree interne e i piccoli centri».

«Come Regione Abruzzo stiamo lavorando proprio in questa direzione: rafforzare un modello nel quale le diverse anime del nostro territorio siano parte di un’unica destinazione, riconoscibile e competitiva. I risultati che continuano ad arrivare ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta. Ora dobbiamo proseguire con ancora maggiore determinazione, perché nei nostri borghi c’è una parte fondamentale dell’identità dell’Abruzzo e, soprattutto, una grande opportunità per il futuro del nostro turismo».

L’Altopiano delle Rocche, anche quest’anno, si è confermato come meta prediletta nell’Aquilano per trascorrere le vacanze estive e il Ferragosto.

Come racconta il sindaco di Rocca di Mezzo Emilio Nusca, le presenze sono addirittura aumentate rispetto allo scorso anno, quando già si era registrato un boom di prenotazioni. «Si è inoltre allungato – spiega – il periodo di massimo afflusso di turisti. Già da inizio luglio, per culminare nel periodo di Ferragosto, abbiamo registrato il tutto esaurito nei ristoranti e negli alberghi».

Certamente, a favorire l’incremento di presenze, oltre alle bellezze naturalistiche del luogo, anche il caldo estremo di questa estate bollente che ha spinto in molti, soprattutto da Roma, a rifugiarsi in quota. Le seconde case, infatti, hanno registrato una saturazione quasi del 90%.

Ma tante anche le persone che, decidendo di non scegliere il mare per le proprie vacanze, hanno scelto l’Altopiano delle Rocche per la prima volta. Rocca di Mezzo, spiega il sindaco Nusca, gode anche di una posizione centrale che gli consente di essere punto privilegiato di soggiorno per poi, magari, spostarsi nelle zone limitrofe.

Pienone anche a Rocca di Cambio, dove un aumento costante di presenze si è registrato già a partire dal 25 luglio per culminare a Ferragosto e anche nei giorni a seguire. Secondo i numeri forniti dal sindaco Gennaro Di Stefano, dai 600 abitanti del Comune si è passati a 6000 nel periodo estivo.

Insomma, l’Abruzzo interno continua ad essere scoperta e rifugio, confermandosi una delle grandi risorse per il turismo regionale.