19 Agosto 2026 - 15:38:27

di Martina Colabianchi

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale Massimo Verrecchia ha depositato il 17 agosto, in Consiglio regionale, una risoluzione per aprire una riflessione sulla possibilità di istituire nuovamente, attraverso una forma organizzativa da individuare a livello nazionale, un corpo o una struttura altamente specializzata nelle attività forestali, ambientali e di prevenzione degli incendi.

In particolare, si chiede alla Giunta regionale di promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, una verifica dell’attuale assetto delle funzioni di tutela forestale e ambientale, con particolare riferimento alla prevenzione degli incendi boschivi e al presidio specialistico del territorio.

Un tema di forte attualità a causa dei numerosi incendi ancora in corso di spegnimento in Abruzzo e che hanno portato in più a chiedersi se la regione fosse effettivamente pronta a fronteggiarli, ma anche sull’importanza della prevenzione dei rischi maggiori.

«L’Abruzzo – sottolinea Verrecchia – possiede un patrimonio forestale, naturalistico e faunistico straordinario, con parchi, riserve e aree protette che rappresentano una parte fondamentale della nostra identità e del nostro territorio. Una quota molto significativa del territorio regionale, circa il 44 per cento, è costituita da superfici forestali: un patrimonio che deve essere tutelato con strumenti adeguati, soprattutto in una fase nella quale gli incendi boschivi sono sempre più frequenti e complessi, anche a causa dei cambiamenti climatici, delle alte temperature e dei periodi di siccità. A questo si aggiunge un problema che non possiamo più ignorare: la scarsa o insufficiente gestione preventiva del bosco in molte aree. Parliamo di selvicoltura, diradamenti delle pinete, realizzazione e manutenzione delle fasce tagliafuoco, strade forestali e rimboschimenti laddove il bosco non è in grado di rigenerarsi naturalmente. Insomma, l’incendio si batte a fiamme spente: la prevenzione si fa prima che l’incendio divampi, creando le condizioni affinché chi deve intervenire possa avere più facilmente accesso alle aree interessate, controllare il territorio e operare con maggiore rapidità ed efficacia nello spegnimento».

La risoluzione prende le mosse dalla riforma avviata con la legge n. 124 del 2015 e attuata dal decreto legislativo n. 177 del 2016, che ha portato all’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri e alla redistribuzione delle competenze, attribuendo in particolare al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco la lotta attiva contro gli incendi boschivi e lo spegnimento con mezzi aerei.

«A distanza di anni – evidenzia il capogruppo di Fratelli d’Italia – è doveroso verificare con pragmatismo se quell’assetto organizzativo sia ancora pienamente adeguato alle esigenze attuali. Non si tratta assolutamente di mettere in discussione la professionalità e l’impegno dell’Arma dei Carabinieri, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile, degli enti locali e dei tanti volontari che ogni giorno operano sul territorio. Al contrario, dobbiamo chiederci se sia possibile rafforzare ulteriormente il sistema, recuperando quelle competenze tecniche e quella conoscenza capillare del territorio che per decenni hanno caratterizzato il Corpo Forestale dello Stato».

«Gli incendi – prosegue Verrecchia – non si combattono soltanto quando divampano: la vera sfida è la prevenzione. Servono persone competenti e altamente preparate, monitoraggio costante, conoscenza delle caratteristiche forestali, manutenzione delle aree a rischio e un presidio qualificato e continuativo del territorio. Per questo ritengo necessario aprire un confronto nazionale sulla possibilità di recuperare una struttura specialistica dedicata alla tutela forestale e ambientale».

Secondo Verrecchia, inoltre, la riflessione deve riguardare più in generale alcune riforme realizzate in quegli anni: «L’Abruzzo è un esempio concreto anche sul fronte della geografia giudiziaria. Stiamo combattendo per salvaguardare definitivamente i tribunali abruzzesi sub-provinciali e per correggere gli effetti di una riforma che ha mostrato nel tempo diverse criticità. Allo stesso modo, anche sulla riforma del Corpo Forestale dobbiamo avere il coraggio di fare una valutazione a distanza di anni: se gli obiettivi di maggiore efficienza e razionalizzazione non sono stati pienamente raggiunti, è giusto interrogarsi su come migliorare il sistema».

La risoluzione chiede quindi alla Giunta regionale di rappresentare al Governo e al Parlamento l’opportunità di avviare una riflessione sull’organizzazione delle strutture preposte alla tutela del patrimonio forestale, sostenendo eventuali iniziative legislative nazionali finalizzate a rafforzare specializzazione, presenza territoriale e competenze tecniche.

«L’Abruzzo – conclude Verrecchia – può e deve essere protagonista di questa discussione. Chiediamo che il tema venga portato all’attenzione del Governo, del Parlamento e delle altre Regioni, mettendo al centro la prevenzione e non soltanto l’emergenza. E credo sia necessario coinvolgere anche l’Unione Europea. Il problema degli incendi boschivi non riguarda infatti soltanto l’Italia, ma molti Paesi europei. Se in passato alcune scelte di riorganizzazione sono state influenzate anche da esigenze di razionalizzazione della spesa e di revisione degli assetti pubblici, oggi l’Europa deve interrogarsi insieme agli Stati membri su nuove politiche comuni per la prevenzione, la gestione forestale, la formazione, la ricerca e il monitoraggio. L’obiettivo non è tornare indietro per principio, ma costruire un sistema più efficace, specializzato e capace di proteggere concretamente il nostro patrimonio naturale e le nostre comunità».