Incendi: la replica di Verrecchia (FDI) a Di Marco

19 Agosto 2026 - 15:22:54

“Leggo con sorpresa le dichiarazioni del collega Antonio Di Marco,
perché nel tentativo di costruire uno scoop politico finisce per
sovrapporre fatti, tempistiche e competenze che invece andrebbero tenuti
distinti, soprattutto quando si parla di una situazione delicata come
quella degli incendi sul Morrone. Partiamo dai fatti. La nota
dell’associazione Celestiniana è del 20 giugno e riguarda una specifica
area, nella quale veniva segnalata la presenza di sterpaglie, materiale
vegetale secco e altri elementi di potenziale rischio. Personalmente,
proprio qualche giorno fa, sono stato fisicamente in quell’area e posso
affermare che non si è verificato quanto sembra emergere dalla
ricostruzione del collega Di Marco: non c’è stato in quel luogo il
propagarsi dell’incendio che si sta sviluppando sul Morrone e non è
corretto rappresentare quella segnalazione come se fosse la prova che
l’attuale vasto fronte di fuoco sia partito e si sia sviluppato proprio
da quel punto. Questo, sia chiaro, non esime nessuno dalle proprie
responsabilità e non significa affatto sottovalutare l’importanza della
prevenzione. Significa semplicemente ristabilire la verità dei fatti e
non utilizzare una comunicazione amministrativa di due mesi fa per
costruire una correlazione che, allo stato dei fatti, non è dimostrata.
Anzi, credo sia necessario andare oltre le ricostruzioni politiche e
accertare con attenzione le cause degli incendi. In alcune situazioni,
per le modalità con cui si sono sviluppati i roghi, non può essere
esclusa la presenza di inneschi e di condotte dolose. Saranno
naturalmente gli organi competenti ad accertarlo, ma proprio per questo
eviterei di individuare responsabilità politiche sulla base di una
semplice segnalazione relativa alla presenza di vegetazione secca. C’è
poi un altro aspetto che trovo particolarmente significativo: quello
delle competenze. Se vogliamo affrontare seriamente il problema degli
incendi boschivi e della prevenzione, dobbiamo avere il coraggio di
discutere anche di come è stata organizzata nel tempo la gestione del
patrimonio forestale e delle emergenze. Io ho già rilanciato
l’opportunità di tornare a ragionare su un corpo specializzato a livello
nazionale, con competenze specifiche in materia forestale e di
prevenzione e contrasto agli incendi boschivi: penso al Corpo Forestale
dello Stato, che il centrosinistra ha scelto di sopprimere. Non possiamo
limitarci, ogni estate, a cercare un colpevole politico quando divampano
gli incendi. Dobbiamo interrogarci sulle responsabilità, certo, ma
soprattutto sulle competenze, sulle risorse, sulla prevenzione e sugli
strumenti realmente disponibili alle istituzioni. E c’è un elemento che
il collega Di Marco omette o travisa in modo grave: la nota da lui
richiamata non è mai stata ricevuta dalla Protezione Civile regionale
abruzzese, perché l’indirizzo indicato era errato e non corrisponde in
alcun modo all’Agenzia di Protezione Civile della Regione Abruzzo.
Questo è un fatto oggettivo e verificabile. Ne consegue che costruire un
attacco alle ‘istituzioni regionali’ sostenendo che vi sia stata una
mancata risposta o una colpevole inerzia su una comunicazione mai
formalmente pervenuta all’ente competente è una mistificazione che
respingiamo con forza al mittente. Prima di parlare di allerte ignorate
o di documenti rimasti nei cassetti, sarebbe doveroso verificare con
precisione destinatari, indirizzi e canali ufficiali di trasmissione.
Diversamente si alimenta una narrazione che non corrisponde alla realtà
amministrativa dei fatti. Sul Morrone non servono polemiche di parte.
Serve un fronte comune tra istituzioni, forze politiche, Vigili del
Fuoco, Protezione civile, volontariato, enti locali e tutte le strutture
impegnate sul territorio. Serve soprattutto individuare le soluzioni
migliori per prevenire e affrontare fenomeni che, anche alla luce dei
cambiamenti climatici e delle condizioni sempre più difficili dei nostri
territori, richiedono una strategia strutturale. ll collega Di Marco ha
tutto il diritto di presentare un’interpellanza e di chiedere
chiarimenti. Ma un’interpellanza seria deve partire da fatti corretti,
da tempistiche corrette e da competenze correttamente individuate. In
questo momento, mentre uomini e donne stanno lavorando senza sosta per
fronteggiare gli incendi e mettere in sicurezza cittadini e territori,
credo che la politica debba fare la propria parte con responsabilità.
Accertare tutto ciò che c’è da accertare, senza scaricare responsabilità
sulla base di ricostruzioni che, per quanto riguarda la Protezione
Civile regionale, risultano oggettivamente infondate.” Cosi, il
capogruppo di fratelli d’Italia in Consiglio Regionale d’Abruzzo,
Massimo Verrecchia