20 Agosto 2026 - 18:09:46

di Tommaso Cotellessa

È stato arrestato e trasferito in Italia il cittadino macedone sfuggito all’operazione antidroga condotta nel novembre 2024 dalla Squadra Mobile e dalla SISCO dell’Aquila. L’uomo, raggiunto da un mandato di arresto europeo emesso dal GIP del Tribunale dell’Aquila su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, è stato rintracciato in Polonia grazie alle ricerche condotte a livello internazionale dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

L’arresto è stato eseguito ieri dalla Polizia di Frontiera Aerea presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino. Al termine delle formalità di rito, il macedone è stato associato alla Casa Circondariale di Rieti, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.

L’uomo è accusato, in relazione ai fatti contestati nell’indagine, dei reati previsti dagli articoli 74 e 73 del D.P.R. 309/1990, relativi all’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e allo spaccio.

L’inchiesta, condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile e dalla Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo dell’Aquila, ha preso in esame un periodo compreso tra novembre 2022 e giugno 2024. Al centro delle indagini un’organizzazione dedita allo spaccio di cocaina, con una base logistica e operativa tra L’Aquila e il Lazio, capace di gestire quantitativi significativi di stupefacente e di contare su un portafoglio di circa 650 clienti.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio criminale presentava una struttura organizzata, con una precisa suddivisione dei compiti e una gerarchia interna. A rafforzare il vincolo associativo vi sarebbero stati anche rapporti di parentela e di comune origine tra alcuni degli appartenenti, oltre alla disponibilità di basi logistiche condivise, numerose autovetture – in gran parte intestate a terzi – e telefoni dedicati, affidati di volta in volta ai pusher dai vertici dell’organizzazione.

L’operazione del novembre 2024 aveva portato all’esecuzione di 28 misure cautelari, di cui 22 in carcere e 6 agli arresti domiciliari. Alcuni componenti dell’organizzazione erano tuttavia riusciti a sottrarsi alla cattura.

Le successive attività investigative hanno consentito di rintracciare all’estero quattro degli indagati sfuggiti all’operazione. Tutti sono stati successivamente arrestati e trasferiti in Italia sulla base di mandati di arresto europei emessi dal GIP del Tribunale dell’Aquila.

Il cittadino macedone arrestato ieri era considerato dagli investigatori una figura di vertice dell’organizzazione, ritenuto il braccio destro e uomo di fiducia del capo del sodalizio. Avrebbe avuto un ruolo centrale nella gestione delle cessioni di cocaina, sia all’Aquila sia, in alcune circostanze, a Roma.

In particolare, secondo le contestazioni investigative, avrebbe individuato e messo a disposizione luoghi idonei all’occultamento dello stupefacente e avrebbe partecipato direttamente alle cessioni di droga, attività che sarebbe stata documentata in numerose occasioni nel corso dell’indagine.

Con il suo arresto si completa così il quadro delle catture relative ai componenti dell’organizzazione che erano riusciti inizialmente a sottrarsi all’operazione del novembre 2024.