Femminicidio e odio social. Pezzopane (Pd): «Io zitta non sto. Faccio le mie battaglie a voce alta e sguardo fiero»
21 Agosto 2026 - 15:13:27
“Io zitta non sto. Mi scrivono “stai zitta”, ma io zitta non ci sto.
Appena affronto certi temi, si scatenano i leoni da tastiera: mi
prendono in giro, mi offendono, cercano di intimidirmi. Divento un
essere da deridere, umiliare e infine da azzittire. “Ancora parli?”. Sì,
ancora parlo. E continuerò a farlo. A voce alta e con sguardo fiero.
Fatevene una ragione.
Nella mia vita ho ricevuto minacce di morte da parte di neofascisti e la
magistratura ha sventato, con degli arresti, un attentato preparato
contro di me. Sono fatti gravissimi. Ma non mi sono fermata allora, e
non mi sono fermata nemmeno quando il fuoco amico è stato usato da chi
voleva la mia morte politica. Figuriamoci se possono fermarmi gli
odiatori da tastiera.
Ma il punto non sono le offese che ricevo. Il punto è il clima
irrespirabile. Il punto sono gli odiatori seriali e la cultura che li
alimenta: quella che emerge dalle chat “Mia moglie” o “Phica” e da altri
spazi digitali dove le donne vengono trasformate in oggetti, bersagli,
corpi da vivisezionare o nemiche da rimettere al loro posto.
Quando a una donna che denuncia il patriarcato si risponde attaccandone
il corpo, la statura, il peso, l’età o l’aspetto, non si confuta ciò che
dice: si dimostra esattamente ciò che denuncia.
Cultura incel, misoginia online, normalizzazione dell’odio non sono
goliardia. Sono regressione culturale. E vanno combattute senza paura,
continuando a lottare, prendendo la parola che ci vogliono togliere e
battendoci per la prevenzione, l’educazione all’affettività e alla
sessualità e per una cultura del rispetto.
Perché mentre si nega il femminicidio e si delegittimano le donne che
combattono contro violenza e stupri, questa sottocultura continua ad
alimentare un’Italia più violenta e misogina.
Io, però, non mi fermo. Io parlo. E continuerò a farlo. Con la voce più
forte che ho. A leoni e leonesse da tastiera consiglio di risparmiarvi i
vostri inutili e tossici commenti, vi evitate una figura meschina e
,nel caso, pure una denuncia. “
Appena affronto certi temi, si scatenano i leoni da tastiera: mi
prendono in giro, mi offendono, cercano di intimidirmi. Divento un
essere da deridere, umiliare e infine da azzittire. “Ancora parli?”. Sì,
ancora parlo. E continuerò a farlo. A voce alta e con sguardo fiero.
Fatevene una ragione.
Nella mia vita ho ricevuto minacce di morte da parte di neofascisti e la
magistratura ha sventato, con degli arresti, un attentato preparato
contro di me. Sono fatti gravissimi. Ma non mi sono fermata allora, e
non mi sono fermata nemmeno quando il fuoco amico è stato usato da chi
voleva la mia morte politica. Figuriamoci se possono fermarmi gli
odiatori da tastiera.
Ma il punto non sono le offese che ricevo. Il punto è il clima
irrespirabile. Il punto sono gli odiatori seriali e la cultura che li
alimenta: quella che emerge dalle chat “Mia moglie” o “Phica” e da altri
spazi digitali dove le donne vengono trasformate in oggetti, bersagli,
corpi da vivisezionare o nemiche da rimettere al loro posto.
Quando a una donna che denuncia il patriarcato si risponde attaccandone
il corpo, la statura, il peso, l’età o l’aspetto, non si confuta ciò che
dice: si dimostra esattamente ciò che denuncia.
Cultura incel, misoginia online, normalizzazione dell’odio non sono
goliardia. Sono regressione culturale. E vanno combattute senza paura,
continuando a lottare, prendendo la parola che ci vogliono togliere e
battendoci per la prevenzione, l’educazione all’affettività e alla
sessualità e per una cultura del rispetto.
Perché mentre si nega il femminicidio e si delegittimano le donne che
combattono contro violenza e stupri, questa sottocultura continua ad
alimentare un’Italia più violenta e misogina.
Io, però, non mi fermo. Io parlo. E continuerò a farlo. Con la voce più
forte che ho. A leoni e leonesse da tastiera consiglio di risparmiarvi i
vostri inutili e tossici commenti, vi evitate una figura meschina e
,nel caso, pure una denuncia. “
On Stefania Pezzopane
Già parlamentare, consigliera comunale e attivista diritti delle donne
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