30 Settembre 2026 - 18:13:23
di Vanni Biordi
La Sala Conferenze di Palazzo Margherita all’Aquila ha ospitato l’incontro intitolato Cultura è Comunità, inserito nella programmazione di L’Aquila Capitale italiana della cultura 2026.
L’evento promosso da Federculture ha visto la partecipazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede.
L’appuntamento ha aperto il confronto sul ruolo della produzione intellettuale come elemento di coesione sociale e di sviluppo territoriale.
Durante i lavori i relatori hanno presentato per la prima volta il libro Cultura è Comunità, pubblicato da Sossella Editore. Il volume raccoglie il testo della lectio magistralis pronunciata dal cardinale Tolentino de Mendonça nei Dialoghi di Federculture, integrato dai contributi del direttore Francesco Spano e del presidente di Museimpresa Antonio Calabrò. Il testo analizza i quattro snodi: ascolto, immaginazione, cura e alleanza. Tra i passaggi citati figura l’aneddoto attribuito all’antropologa Margaret Mead sul ritrovamento di un femore saldato come primo vestigio di civiltà, segno di assistenza prolungata verso chi si trova in fragilità.
Per la città Capitale italiana della Cultura 2026 il tema si collega al percorso avviato dopo il terremoto del 2009. Negli ultimi anni le istituzioni locali hanno affiancato al recupero degli edifici storici molteplici progetti volti alla fruizione dei beni artistici. Il programma del 2026 utilizza le risorse della capitale della cultura per consolidare la partecipazione cittadina attraverso dibattiti e mostre.
Il cardinale Tolentino de Mendonça ha ripercorso i temi della sua lectio, mentre il ministro Alessandro Giuli ha precisato il sostegno statale alle politiche di valorizzazione del patrimonio locale.
«Cultura è anzitutto civiltà e la civiltà è espressa da reti di comunità che dialogano e da istituzioni che sanno dialogare fra di loro, pubbliche e private», ha detto il ministro.
«Una città come L’Aquila è uno degli esempi più importanti di come la cultura si faccia comunità – ha detto Giuli – e di come, in un percorso circolare, una comunità forte, radicata nella propria identità, nel proprio orgoglio, nella propria storia, riesca a produrre cultura a un livello così competitivo dal punto di vista nazionale e internazionale».
Alla domanda sulla necessità di riportare al centro i rapporti umani, il ministro ha risposto: «I rapporti umani sono la base di tutto, perché non c’è relazione che non si stabilisca tra un io e un tu, cioè tra un noi. Nessuno basta a se stesso dal punto di vista umano, figuriamoci dal punto di vista della creazione di un’offerta culturale condivisa e partecipata».
«In un tempo di tante difficili frammentazioni, la cultura è la forza della coesione», ha detto il cardinale José Tolentino de Mendonça. «La cultura, nel tempo dell’intelligenza artificiale, ci parla dell’intelligenza collettiva – osserva -. È la forza di una comunità che abita un territorio, ma lo fa in un modo intelligente, cercando sempre forme di convivenze, di coesistenza armoniosa, anche con tutto il creato, trovando forme di equilibrio che danno vita e danno corpo alla parola speranza».
L’incontro si è concluso con l’intervento del presidente di Federculture Andrea Cancellato, che ha ricordato come la rete associativa unisca enti pubblici e privati nella gestione dei beni culturali.
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