22 Agosto 2026 - 15:37:20
di Andrea Di Paolo
La Perdonanza Celestiniana alle porte ha rinnovato, ancora una volta, l’interesse per la figura di Pietro da Morrone. Un interesse che si fa necessità di approfondimento, non solo sul monaco, sul pontefice o sulla celebre rinuncia. Al centro del convegno andato in scena nella sala Ipogea del Palazzo dell’Emiciclo a L’Aquila, infatti, si è imposto il messaggio di Celestino, la cultura del Perdono.
Una riflessione continua che si è avvalsa di un parterre fuori dal comune, tra storici e figure ecclesiastiche, pronte a sviluppare riflessioni di ampio respiro sulla storia di Pietro ma soprattutto sulla lezione che ha lasciato ai posteri.
Una lezione che parla di dedizione, ascesi e povertà, un rigore fuori dal comune e un messaggio che continua a restituire importanza al ruolo del dialogo e dell’impegno civico.
«Celestino – apre Domenico Petrocchi, arcivescovo emerito dell’Aquila – aveva capito che senza perdono i rapporti interpersonali sono inquinati. Vanno perciò guariti e il modo di disintossicare una buona relazione è quello di riferirsi al Vangelo che – va avanti – è tutto centrato sul perdono ricevuto, vissuto e dato.»
La storia recente, dal ritorno della guerra al centro degli episodi di cronaca fino al linguaggio della violenza e dell’odio nel discorso politico, necessita particolarmente del messaggio celestiniano. Un messaggio che invita alla pacificazione, alla riflessione ma soprattutto alla rinuncia della rivalsa e della vendetta, così da abbracciare la pace interiore che passa necessariamente per la cultura del Perdono.
«Il momento che viviamo – ha spiegato Petrocchi – è drammaticamente segnato da conflitti sanguinosi e senza un apparente via d’uscita. É chiaro – spiega – che c’è bisogno di riproporre con forza una cultura del perdono che rimane l’unica via autentica per accedere alla pace, perché non c’è pace senza giustizia ma non si coglie e non si vive la giustizia se non si è animati dal perdono. Senza perdono – conclude l’arcivescovo emerito dell’Aquila – non si fa pace e senza pace rimane un mondo dilaniato dalle contrapposizioni e dalle inimicizie».
LAQTV Live