25 Agosto 2026 - 11:04:04
di Vanni Biordi
Il caldo torna protagonista in Abruzzo. Dopo la fase più instabile dei giorni scorsi, la regione si prepara a una nuova fase caratterizzata da sole e temperature elevate, con i primi segnali più evidenti sia sulla costa che nelle aree interne.
Le previsioni del Cetemps dell’Università dell’Aquila indicano condizioni prevalentemente stabili. Erano previste temperature massime comprese tra 33 e 35 gradi, mentre le minime potevano raggiungere i 27 gradi lungo la fascia costiera. Il caldo, quindi, non sarà uguale ovunque. Sulla costa il problema principale sarà anche l’umidità, con una maggiore sensazione di afa soprattutto durante la notte. Nelle valli e nelle zone interne, invece, le temperature potranno risultare più elevate durante le ore centrali della giornata. Il regime di brezza potrà offrire un po’ di sollievo lungo il litorale nelle ore diurne e nelle valli durante la notte.
A spiegare l’evoluzione meteorologica è Gabriele Curci, professore di Fisica dell’atmosfera e vice direttore del CETEMPS. Il quadro previsto è legato alla presenza di un promontorio di alta pressione che dal Nord Africa si estende verso l’Europa sud-orientale e favorisce condizioni stabili sul Mediterraneo. A questo si aggiunge l’afflusso di aria calda da sud, destinato ad aumentare la sensazione di afa. Non si tratta però, sulla base delle previsioni disponibili, di parlare automaticamente di valori record. Anche i dati climatici del CETEMPS mostrano come il 2026 abbia già avuto mesi particolarmente caldi. Giugno è stato il sesto più caldo della serie storica regionale, mentre luglio si è classificato al nono posto, con temperature rispettivamente superiori di 2,3 e 1,7 gradi rispetto alla media 1991-2020. La fase calda potrebbe accompagnare l’Abruzzo fino al prossimo fine settimana. Saranno però gli aggiornamenti dei prossimi giorni a chiarire durata e intensità del picco. Insomma, abbiamo davanti un’unica grande cupola di calore che ha dominato l’intera stagione estiva, stravolgendo i tradizionali equilibri climatici. E per settembre e l’autunno le previsioni delineano scenari complessi tra caldo persistente e futuri eventi estremi.
Ne parliamo con il Prof. Gabriele Curci, fisico dell’atmosfera e vice-direttore dell’Osservatorio dell’atmosfera del Cetemps.
Prof. Curci, qual è il motivo di questa nuova ondata di calore che sta interessando il nostro Paese?
«Il motivo principale è che l’Europa, e soprattutto l’area mediterranea, si trova avvolta da una cupola di alta pressione che si estende dal Nordafrica verso il nostro continente. Questo scenario sostituisce quello a cui eravamo abituati in passato con il classico clima mediterraneo – a cui le generazioni meno giovani sono più avvezze – caratterizzato da un’alta pressione di matrice atlantica in grado di portare aria fresca. La disposizione attuale, proveniente dal continente africano e molto calda, genera quelle che comunemente chiamiamo “ondate di calore”. In realtà, a ben guardare, è stata un’unica configurazione climatica rimasta quasi stabile per tutta l’estate: si è spostata gradualmente dalla Francia verso est, adesso copre l’Italia e piano piano migrerà ancora più a est. Di conseguenza, è quasi improprio parlare di ondate distinte, poiché si tratta di un unico blocco che viene solo sporadicamente interrotto da correnti d’aria fresca atlantica o artica. È un assetto climatico a cui dovremo abituarci anche per le prossime estati».
Per quanto riguarda l’Abruzzo, quali saranno le zone più colpite da queste temperature elevate?
«L’Abruzzo presenta una conformazione topografica divisa fondamentalmente in due zone: la fascia costiera, influenzata dalla vicinanza del mare, e la zona appenninica interna, fatta di picchi e valli montane. Di giorno, le temperature massime sono solitamente leggermente più basse vicino alla costa grazie alla brezza marina. Nell’entroterra, invece, il terreno si scalda più rapidamente dell’acqua e si possono raggiungere picchi massimi più alti. Di notte, la situazione si ribalta. Le valli interne ricevono aria fresca dalle montagne circostanti, facendo scendere le temperature minime e offrendo quel refrigerio notturno utile a rigenerarsi. Lungo la costa, al contrario, la brezza si inverte (soffiando da terra verso il mare), accentuando la sensazione di afa e oppressione tipica di questi mesi estivi durante le ore notturne».
Diamo uno sguardo al mese di settembre per l’Abruzzo: che cosa dobbiamo aspettarci?
«La configurazione anticiclonica proveniente dal Nordafrica sembra destinata a durare non solo per questa settimana, ma anche per la prossima. Di conseguenza, l’inizio di settembre sarà caratterizzato da condizioni molto simili a quelle vissute finora. Dalla metà di settembre, invece, sembra profilarsi il ritorno a una configurazione più atlantica, dunque più fresca ma anche più umida, con l’arrivo di nuvole e piogge. Qui bisogna fare attenzione: avendo il Mar Mediterraneo attualmente a temperature molto elevate (intorno ai 27-28 gradi), l’arrivo delle prime costanti correnti fresche da ovest e da nord fornirà tutti gli ingredienti necessari per generare temporali molto forti. La seconda metà di settembre e l’autunno in generale saranno probabilmente caratterizzati da eventi intensi e sporadici, i cui dettagli precisi non sono ancora prevedibili oggi, ma le cui premesse meteorologiche sono già delineate».
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