26 Agosto 2026 - 12:33:51
di Marianna Galeota
I sindacati proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori della sede Tecnocall dell’Aquila e contestualmente avviano le procedure di raffreddamento e conciliazione.
La vertenza nasce dall’imminente scadenza della commessa relativa al servizio a tutele graduali (STG) di Hera, fissata al 31 marzo 2027, nella quale sono coinvolti 59 lavoratori.
La vertenza Tecnocall è approdata tra l’altro anche in III Commissione consiliare al Comune nelle scorse settimane, dove è stato affrontato il futuro occupazionale del call center di Monticchio dopo l’annuncio dell’azienda di avviare una procedura di licenziamento collettivo.
«Ad oggi non sussiste alcuna garanzia in merito all’applicazione della clausola sociale prevista dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) delle Telecomunicazioni, elemento indispensabile per tutelare la continuità occupazionale e reddituale del personale impiegato», spiegano le segreterie territoriali di Slc Cgil Fistel-Cisl e Uil Fpc-Uil che precisano come si sia ormai aperta «una gravissima crisi occupazionale per il territorio aquilano».
«Di fronte al rischio concreto di un azzeramento della presenza occupazionale aziendale sul territorio e alla prospettata intenzione dell’azienda di ricorrere alle procedure di licenziamento collettivo (ai sensi della Legge 223/91) in assenza di un piano commerciale alternativo», i sindacati hanno pertanto intrapreso una serie di azioni formali e urgenti.
«Come organizzazioni sindacali abbiamo investito ufficialmente la Prefettura di L’Aquila con la richiesta di un’immediata convocazione del tavolo di conciliazione e raffreddamento, come previsto dalla normativa vigente. Contestualmente, abbiamo sollecitato un tempestivo intervento da parte dell’Assessorato allo Sviluppo Economico, Ricerca Industriale e Lavoro della Regione Abruzzo, affinché venga avviato un monitoraggio costante e attivo della vertenza a salvaguardia del tessuto socio-economico locale. Parallelamente, le organizzazioni sindacali richiedono con estrema urgenza la convocazione della Terza Commissione consiliare Politiche sociali, culturali e del lavoro del Comune dell’Aquila, come già concordato ma, ad oggi, nulla è stato calendarizzato pur essendo passati più di 20 giorni dalla prima audizione», spiegano i sindacati che ritengono infatti «imprescindibile l’avvio immediato di questa seduta», pretendendo la «contestuale presenza al tavolo della committenza Hera Comm, al fine di richiamarla alle proprie dirette responsabilità sociali verso i lavoratori che gestiscono il servizio e di concordare soluzioni condivise per la tutela integrale del bacino occupazionale aquilano».
In assenza di risposte concrete e di un piano industriale di prospettiva che garantisca il mantenimento dei livelli occupazionali, i sindacati ribadiscono che «metteranno in campo tutte le iniziative di mobilitazione e sciopero necessarie a difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori e del lavoro».
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