26 Agosto 2026 - 12:18:00

di Marianna Galeota

Venti gigantografie, un palazzo che riapre le sue finestre alla città e un Abruzzo raccontato attraverso la luce e le parole.

Da questa mattina e fino al 20 gennaio, il porticato di palazzo Federici, in corso Vittorio Emanuele, recentemente acquisto dal ministero della Cultura come sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo, accoglierà il vernissage della mostra del fotografo aquilano Roberto Grillo “Abruzzo, segni di una terra. Un viaggio nell’Anima”.

La mostra è promossa dall’associazione artistica e culturale Pietralunare in collaborazione con la Soprintendenza.

L’esposizione mette in dialogo le fotografie in bianco e nero dell’aquilano Roberto Grillo con i testi della scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio, vincitrice nel 2024 del Premio Strega e del Premio Strega Giovani con il romanzo “L’età fragile”.

Immagini e parole attraversano paesaggi, memoria e identità, restituendo il volto intimo di una regione sospesa tra passato e futuro.

La mostra nasce dalla lunga ricerca avviata da Grillo nel 1985 e mai interrotta. Gli scatti saranno collocati nelle arcate e sulle porte interne del porticato, oltre che sulle cinque finestre affacciate su piazza Duomo. Palazzo Federici diventerà così uno spazio espositivo aperto, inserito nel passaggio quotidiano del centro storico e accessibile anche a chi incontrerà le opere semplicemente attraversando la città.

«E’ un mio lavoro, l’ultimo lavoro che non avevo ancora portato a termine iniziato nel1985 e terminato nel 2018 ed è un lavoro sull’Abruzzo – ha detto Grillo – Sono fotografie in bianco e nero in analogico, perché all’epoca si usava ciò, ed è un viaggio attraverso la terra che io ritengo essere probabilmente le più belle d’Italia, anche se ancora arcaica, ancora poco nota, ma perché ha un territorio che si è fatto conoscere lentamente. Probabilmente, però, questa sua parziale chiusura, la rende una terra molto affascinante. Le immagini sono forti, dure, molto contrastate, a volte anche un po’ astratte, perché ovviamente raccontano un viaggio della della mia anima in tutti questi anni rapportato a questo territorio. Le immagini sono arricchite in maniera fondamentale dei testi Donatella di Pietrantonio che ha deciso di donarmi questi suoi pensieri, creando un dialogo molto originale tra due forme espressive. Avere comunque la vincitrice del Premio Strega 2024 e una delle più grandi scrittrici nazionali per me è un motivo di profondo orgoglio».

«Nell’ospitare questa esposizione, che delimita ed esalta il perimetro della nuova sede appena acquisita, la Soprintendenza segna l’avvio di un percorso che è alla base dell’acquisto di Palazzo Federici da parte del Ministero – ha affermato il soprintendente Abap Massimo Sericola – Fare di questo edificio storico che si affaccia sulla piazza principale dell’Aquila un polo culturale attivo, aperto, partecipato. Uno spazio al servizio della città che sta definendo sempre più la sua vocazione, in questo lungo percorso di rinascita, all’arte, a tutte le arti, e al confronto».

«Abbiamo avuto una grande sensibilità da parte della Soprintendenza che ha accolto questo progetto con grande entusiasmo e noi siamo stati molto felici di poter sostenere questa iniziativa – ha commentato Claudio Mele dell’associazione Pietralunare – E’ un omaggio alla città, al territorio e a tutto l’Abruzzo e speriamo proprio che possa essere l’inizio di una serie di altre iniziative sempre rivolte all’arte e alla cultura che è la vocazione della nostra associazione».

Fotografo professionista dal 1985, Grillo ha realizzato oltre trenta libri e più di cinquanta mostre in Italia e all’estero. Dopo aver raccontato per immagini il terremoto del 6 aprile 2009, ha sviluppato nuove forme di ricerca visiva, tra cui la “Fotografia Miope” e “Righe/Rughe”. Il progetto confluirà anche in un volume con la prefazione di Gianni Letta.