01 Settembre 2026 - 10:55:16

di Marianna Galeota

ll Tribunale dei minorenni dell’Aquila ha dato il via libera al percorso per il ricongiungimento della cosiddetta famiglia del bosco, ma secondo un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei minori.

Secondo quanto si apprende, i giudici avrebbero dato l’ok ma seguendo un percorso progressivo che potrebbe portare i figli della coppia anglo-australiana a lasciare poi definitivamente la casa famiglia dove sono ospitati dallo scorso fine novembre.

«Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha depositato il proprio provvedimento in relazione all’istanza della difesa del 25 giugno scorso. Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all’Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e – da ottobre – con pernotti in famiglia nel fine-settimana. Si tratta certo di un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, ma spiace tuttavia dover prendere atto che il lungo percorso giudiziario pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare».

L’avvocato della famiglia del bosco, Simone Pillon, commenta così la decisione del Tribunale. Elencando alcuni «ulteriori aspetti che meritano di essere corretti», il legale annuncia quindi reclamo alla Corte di Appello.

«In ogni caso – spiega – sarà garantita da parte di tutti la piena collaborazione con la tutrice, la curatrice e il servizio affidatario nell’applicazione provvisoria del decreto».

«Non la soluzione tanto attesa, il ricongiungimento o per meglio dire la ‘scarcerazione’, ma una serie di limitazioni senza reale fondamento» e che giustificano «un ulteriore approfondimento della tematica degli allontanamenti da parte della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, direttamente con i magistrati e i servizi sociali coinvolti nella vicenda».

«Poiché ogni decisione viene assunta invocando l’interesse dei minori, ed è il loro bene che deve orientare scelte e decisioni, sarebbe importante che in situazioni di questo tipo ci fosse una verifica da parte terza sugli effetti dei provvedimenti assunti sulla salute dei bambini, esaminando il prima e il dopo e valutando alla luce del loro benessere come si debba andare avanti».

Così ha dichiarato Eugenia Roccella, ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.

«Il ricongiungimento ‘a tappe’ dei bambini Trevallion con i loro genitori, stabilito dai giudici, può essere infatti un passo decisivo per la riunificazione della famiglia, ma le ulteriori limitazioni imposte, e il tempo che va ad aggiungersi a quello già trascorso, meriterebbero un’analisi oggettiva della situazione dei piccoli – ha sottolineato Roccella in una nota – e della rispondenza di ogni scelta all’interesse loro e della loro salute. Vale per la ‘famiglia nel bosco’ come per le tante famiglie colpite da provvedimenti di allontanamento, che certamente vengono assunti con delle motivazioni, ma rispetto ai quali, vista la posta in gioco, le verifiche e le valutazioni sul benessere psicofisico dei minori sono necessarie», ha precisato Roccella.

Così la presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza Michela Vittoria Brambilla descrive il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila sui bambini della “famiglia nel bosco” e annuncia un nuovo passaggio nell’organismo parlamentare.

«Il Tribunale – sottolinea – ha atteso fino all’ultimo giorno di servizio della presidente Angrisano per rispondere ad un’istanza presentata dalla difesa dei coniugi Trevallion il 25 giugno scorso. Peraltro il provvedimento, lungi dal disporre il pieno ricongiungimento familiare, prevede solo un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia con rientri diurni a Palmoli e la possibilità, dal mese prossimo, di pernottare a casa nei week-end, benché siano state risolte le criticità abitative e sociali contestate. In sostanza – prosegue – nonostante si potesse decidere per tempo, non solo i figli dei coniugi Trevallion non hanno potuto trascorrere le vacanze con i loro genitori, neppure qualche giorno, ma il Tribunale ha completamente ignorato i rischi per la psiche e lo sviluppo dei minori».

«Quindi – conclude Brambilla – riprenderemo in commissione il discorso sul tema degli allontanamenti dal nucleo familiare, anche invitando la responsabile dei servizi sociali Veruska D’Angelo, la Ctu Simona Ceccoli, la tutrice avv. Maria Luisa Palladino, la responsabile del servizio minori della casa famiglia Lucia Fiorillo e a questo punto anche la presidente Cecilia Angrisano che ora non svolge più le sue funzioni al Tribunale per i minorenni dell’Aquila».