02 Settembre 2026 - 09:22:03
di Martina Colabianchi
«Tutti vogliono diventare grandi, ma ci si dimentica che l’Abruzzo è una Regione composta, prevalentemente, da piccoli borghi, paesi e comuni montani».
Parte da queste premesse il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, per rilanciare nuovamente e con convinzione la suggestione della Quinta Provincia, anche alla luce della la proposta del collegio unico regionale per l’elezione del presidente e del Consiglio regionale d’Abruzzo.
Questo, per Di Pangrazio, significherebbe «far morire le piccole realtà comunali, che hanno una voce autentica da proteggere».
Da qui, la volontà di portare avanti il progetto della “Quinta Provincia”, calendarizzando interlocuzioni e annettendo progetti utili da parte di diversi stakeholder tecnologici abruzzesi e nazionali. Sono in programma già nei prossimi giorni, infatti, riunioni con i sindaci della Marsica e altri amministratori di Comuni ricadenti nelle aree interne abruzzesi.
L’obiettivo è fare fronte comune per sensibilizzare l’opinione pubblica ed evitare quello che viene definito «un rischio reale e drammatico di abbandono delle aree interne», qualora venisse meno la dovuta attenzione da parte del governo regionale. Governo presieduto da Marco Marsilio che, auspica Di Pangrazio, sarà disponibile all’ascolto dei territori come ha sempre dimostrato. A lui, il primo cittadino chiede una riflessione seria e approfondita per rivedere questa posizione, a tutela della rappresentanza e dei servizi di tutto l’Abruzzo.
Di Pangrazio accoglie anche con favore la presa di posizione dei consiglieri di opposizione che, per voce di Roberto Verdecchia, hanno chiamato alla mobilitazione i comuni contro la riforma, accusando anche il sindaco di non star mettendo in campo azioni davvero concrete per contrastarla. Ma, per il primo cittadino, questo è il momento di unire le forze e non per fare polemica, spingendo di conseguenza le opposizioni comunali a far sentire la propria voce con i rappresentanti del campo largo in Regione e organizzare una vera battaglia contro la legge.
A preoccupare il primo cittadino di Avezzano è inoltre la nascita delle grande città, cioè le possibili realizzazioni di grosse entità territoriali, come la Grande Pescara o la grande L’Aquila. In fase di studio anche la grande Teramo (fusione del capoluogo con i piccoli comuni montani) e la grande Vasto (maxi area urbana con servizi in comune).
«Se il concetto deve essere quello della concentrazione, – sottolinea Di Pangrazio – allora sarebbe altrettanto facile per noi parlare di una ‘Grande Marsica’, che avrebbe un peso demografico e territoriale significativo anche rispetto al comprensorio aquilano; ma non è questa la strada che dobbiamo perseguire».
L’obiettivo deve essere, altresì, quello di costruire un’area vasta delle aree interne, capace di mettere insieme territori, amministrazioni e comunità diverse, valorizzandone le specificità e garantendo i servizi migliori.
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