02 Settembre 2026 - 17:06:49
di Andrea Di Paolo
4 giorni di conferenze, momenti di ascolto e analisi di un mondo, quello del tartufo, in profonda evoluzione.
È il programma del secondo convegno internazionale sul tartufo, evento organizzato dall’Università degli Studi dell’Aquila in collaborazione con numerose realtà nazionali per fare il punto su varie tematiche che investono necessariamente anche la regione Abruzzo, che si impone con circa il 40 % dei tartufi raccolti a livello nazionale.
Il convegno, però, punterà non solo sugli specialisti locali, ma ambisce a coinvolgere ricercatori da tutta Europa, per conferire ai lavori riflessioni di ampio respiro che raccontino non solo della situazione nazionale italiana.
«Parte oggi – ci racconta il docente Marco Leonardi – il meeting internazionale che vedrà riuniti più di 50 ricercatori provenienti da sette paesi europei per un totale di circa 33 comunicazioni. Si parlerà di diversi argomenti legati proprio alla mondo del tartufo, anche del mercato che, negli ultimi anni è aumentato enormemente a livello globale. Ovviamente – continua – risente chiaramente fatte delle tensioni internazionali perché, negli ultimi 10 anni, uno dei fornitori a livello globale di materia prima è stato proprio l’Iran. Questo, però, significa in qualche maniera tener su un volume d’affari molto importante e rendere in qualche maniera canalizzabile il prodotto locale.»
Centrale, ci racconta il referente, oltre agli scenari geopolitici attuali, anche il discorso sul cambiamento climatico, che modifica profondamente diversi aspetti sui quale il legislatore non può permettersi di soprassedere.
«Il cambiamento climatico – va avanti Leonardi – è una grossa problematica che, malgrado le sollecitazioni che il mondo scientifico da anni fa, manifesta i suoi effetti nefasti. Speriamo che queste sollecitazioni che provengono dai ricercatori possano essere recepite in maniera congrua e soddisfacente, sia per gli amministratori, per il legislatore e – chiude – chiaramente poi che per tutta quanta la filiera, chi commercia e chi chiaramente raccoglie e ci guadagna.»
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