06 Settembre 2026 - 13:03:45
di Tommaso Cotellessa
Non è facile raccontare una città in ricostruzione. Modifiche, trasformazioni e nuovi processi culturali attraversano continuamente L’Aquila. Una città che cambia o, meglio, «un organismo vivo che si trasforma nel tempo, un tessuto di memorie, ferite e continue rinascite».
Nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura, a diciassette anni dal sisma del 2009, il capoluogo abruzzese viene raccontato attraverso una nuova guida interamente dedicata alla città.
Otto itinerari tematici (dalla Fontana Luminosa a S. Maria di Farfa; dal Monastero di S. Basilio a Porta Barete; Dal Palazzo Gentileschi a Palazzo Burri-Gatti; dalla Chiesa di San Domenico alle Cancelle; da Palazzo De Nardis alla Chiesa di San Marco; da Palazzo Cipolloni-Cannella a Porta Bazzano; da Palazzo Banca d’Italia all’Amphisculture di Beverly Pepper; dalla stazione ferroviaria al Monastero di Santa Chiara di Acculi) si snodano all’interno della città, tra monumenti, tradizioni e aneddoti. L’obiettivo è raccontare andando oltre una semplice cartina geografica o una sommatoria di avvenimenti: l’identità di un territorio, il suo humus, quella storia che continua a vivere tra le strade del presente.
A curare il volume «L’Aquila, Guida della Città» (Textus, 2026) sono due giovani autrici, Alessia De Iure e Francesca Savini entrambe aquilane di adozione da oltre 20 anni con un percorso di studi in archeologia svolto interamente presso l’Università degli Studi dell’Aquila.

Attraverso il loro racconto, il testo si presenta come un vero e proprio viaggio tra le strade della città, capace di attraversare insieme il tempo e lo spazio; non mancando di uscire dalle mura della città per citare monumenti importanti come Amiternum e paesaggi straordinari come quelli del Gran Sasso, vere e proprie bellezze del territorio che fanno parte a pieno titolo del complesso della città.
Il volume, però, non si limita a indicare i luoghi da visitare. Vuole piuttosto essere uno strumento agile, pensato per chi desidera andare oltre la superficie.
«Questo lavoro è stato una vera sfida – ha dichiarato ai nostri microfoni Alessia De Iure, una delle due autrici – il volume è il risultato un intenso studio. Con la collega Francesca Savini abbiamo costruito gli itinerari a partire dal censimento dell’edito per raccontare la storia l’arte e l’archeologia di questa città».
Il testo, come spiegano le autrici, contiene anche aspetti del tutto originali, in quanto, lì dove possibile, sono state raccontate e descritte le scoperte riconsegnate dai cantieri di restauro dovuti al sisma del 2009. Si tratta di veri e propri «piccoli tesori archeologici».
A impreziosire il volume e renderlo ancor più utile ed esplicativo sono gli scatti di Antonio Di Cecco che, attraverso il suo obiettivo, non lascia spazio all’immaginazione mostrando, con maestria d’autore, ciò che le parole descrivono.
Non solo una guida, dunque, ma qualcosa di più: un’occasione per non limitarsi a visitare L’Aquila, ma provare a entrare nella sua identità più profonda, scoprendo ciò che si nasconde dietro le facciate dei palazzi, le chiese, le piazze e le strade.
La proposta delle autrici nasce proprio dall’incrocio tra storia, architettura e racconti della ricostruzione, offrendo al lettore gli strumenti per interpretare la città di oggi alla luce delle trasformazioni che l’hanno attraversata nel corso dei secoli.
Un volume che il direttore della casa editrice Textus Edizioni, Edoardo Caroccia, definisce necessario, «L’Aquila Capitale Italiana della cultura non può non avere una guida scientifica e bilingue che consenta di scoprire la ricchezza e la bellezza di questa città. Si tratta di un testo che serve oggi ma che vuole anche essere un documento per il futuro».

Con un testo in italiano affiancato dalla traduzione in inglese, il volume è pensato per visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Ma attenzione: non si tratta di una lettura riservata soltanto a chi arriva all’Aquila per la prima volta.
È un libro rivolto anche agli aquilani, a chi vuole riscoprire la propria città e, magari, riconoscersi ancora di più come parte di essa attraverso pagine che raccontano una storia che gli appartiene.
Perché camminando tra pietre, palazzi e affreschi, tra distruzioni e rinascite, guerre e terremoti, tra mammut e imperatrici, chiese e fontane, il viaggio proposto dalla guida finisce inevitabilmente per andare oltre i luoghi.

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