07 Settembre 2026 - 16:04:10
di Martina Colabianchi
È rientrato il taglio al salario accessorio dei dipendenti delle Asl della Regione Abruzzo.
Ad annunciarlo sono Luca Fusari, segretario generale di Fp Cgil Abruzzo Molise e il coordinatore Sanità Pubblica Abruzzo del sindacato Marco Di Marco, che hanno continuato: «La DGR n. 458/2026, approvata poco tempo fa, nel determinare i limiti al tetto di spesa del costo del personale ha individuato le quote, per ogni ASL, delle somme che il decreto Calabria assegna al salario accessorio del personale sanitario».
La battaglia sul ripristino del taglio del salario accessorio segue al taglio di 11 milioni di euro nel 2024, che la Regione aveva operato per rientrare negli equilibri di bilancio. Cgil e Uil proclamarono lo stato di agitazione a luglio 2025 con la richiesta di ripristinare le somme nel Programma Operativo Sanitario che stava andando alla verifica del tavolo tecnico ministeriale, passaggio obbligato per il ripristino del salario accessorio.
«Finalmente quell’azione di tutela del salario delle professioni sanitarie, prende ora concretezza con la pubblicazione della delibera sui tetti di spesa. Per il 2027 è previsto, dal POR 2026/2028, una somma uguale a quella del 2026, mentre per il 2028 l’importo dipenderà dal numero del personale in servizio presso le Asl, hanno commentato ancora i due sindacalisti.
«La Fp Cgil ha sempre ribadito che non è facendo cassa sugli OSS, Tecnici, Infermieri Medici e personale amministrativo delle Asl, che si può tenere in equilibrio il Bilancio. Ora l’ultimo atto spetta alle Asl che negli accordi decentrati dovranno prevedere tali somme nel fondo del salario accessorio», chiosano i due sindacalisti.
Da parte loro, Cisl Fp Abruzzo Molise e Cisl Medici Abruzzo Molise rivendicano di aver «seguito la vicenda sin dall’inizio, partecipando direttamente ai tavoli istituzionali e contribuendo al percorso che ha portato alla soluzione della questione».
«È importante ricordare un dato oggettivo – dichiarano Vincenzo Mennucci, segretario generale Cisl Fp Abruzzo Molise, e Carlo Capparuccia, segretario generale Cisl Medici Abruzzo Molise –: la Cisl, in quanto organizzazione sindacale firmataria del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, ha chiesto e partecipato ai tavoli di confronto sulla materia. Abbiamo quindi avuto la possibilità e la responsabilità di seguire direttamente il percorso istituzionale e negoziale».
«Altre organizzazioni che hanno scelto di non sottoscrivere il Ccnl – proseguono Mennucci e Capparuccia – non si trovavano, per la stessa ragione, nella medesima posizione contrattuale e negoziale e non potevano partecipare a quei tavoli. È una distinzione che non facciamo per alimentare contrapposizioni, ma semplicemente per ristabilire la corretta sequenza dei fatti».
«Abbiamo sempre detto alle lavoratrici e ai lavoratori di stare tranquilli – sottolineano i due segretari – perché eravamo consapevoli del percorso che si stava costruendo e del fatto che il Decreto Calabria sarebbe stato nuovamente utilizzato per garantire le risorse necessarie al trattamento accessorio».
Una posizione che oggi trova riscontro, per il sindacato, negli atti e nelle decisioni assunte.
«Non abbiamo mai avuto bisogno di creare allarme tra il personale – affermano Mennucci e Capparuccia – perché il nostro compito era lavorare affinché le risorse fossero garantite. Oggi che questo percorso trova conferma, siamo naturalmente soddisfatti, ma non rivendichiamo primogeniture: rivendichiamo semplicemente la coerenza tra ciò che abbiamo detto alle lavoratrici e ai lavoratori e ciò che è accaduto».
Ora, però, occorre completare rapidamente il percorso, affinché le risorse siano effettivamente trasferite alle Aziende sanitarie e possano tradursi in salario accessorio concretamente riconosciuto al personale, attraverso gli strumenti della contrattazione integrativa.
«La partita non è ancora finita – concludono i due segretari –. Abbiamo contribuito a costruire la soluzione e continueremo a vigilare affinché dalle decisioni si passi rapidamente agli atti e dagli atti alle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori».
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