07 Settembre 2026 - 09:30:08

di Vanni Biordi

Le scuole abruzzesi riaprono mercoledì 16 settembre, secondo il calendario regionale, con una popolazione scolastica stimata in circa 154.580 studenti.

Il dato, ancora in attesa della rilevazione definitiva, segna una diminuzione di circa 3.800 alunni rispetto agli oltre 158.000 dell’anno scolastico 2025/2026. Gli istituti possono comunque anticipare l’avvio delle lezioni grazie all’autonomia scolastica.

Il calo riguarda tutte le province. Chieti perde 1.440 iscritti, Pescara 1.273 e Teramo 837. A L’Aquila la riduzione è più contenuta, con 286 studenti in meno.

Nella provincia aquilana la scuola secondaria di secondo grado registra però un incremento di 205 alunni.

L’Ufficio scolastico regionale ha collegato questa variazione al possibile rientro di famiglie nelle aree interessate dal sisma e all’arrivo dei figli di lavoratori impegnati nei cantieri della ricostruzione. Sul personale scolastico resta aperto il problema del sostegno.

I posti in organico di diritto passano da 3.291 a 3.294, con un aumento di appena tre unità. Nel frattempo si sono concluse le procedure per l’assunzione a tempo indeterminato di oltre 500 docenti. Per gli insegnanti di sostegno, però, le immissioni in ruolo sono state 86. Il dato viene confrontato con gli oltre 4.000 posti autorizzati dall’Ufficio scolastico regionale nell’anno scolastico precedente, pari a circa il 60 per cento dell’organico complessivo.

Elisabetta Merico, segretaria generale della Cisl scuola Abruzzo Molise, considera il numero delle assunzioni insufficiente rispetto al fabbisogno. Secondo la sindacalista, da oltre dieci anni migliaia di docenti di sostegno vengono impiegati ogni anno sugli stessi posti con contratti a termine.

La reiterazione dei rapporti di lavoro, aggiunge Merico, ha prodotto anche contenziosi e condanne nei confronti del ministero per il ricorso prolungato ai contratti precari, in contrasto con la normativa europea. Merico richiama infine le condizioni degli edifici scolastici, in particolare durante le giornate caratterizzate da temperature elevate.

Docenti e personale Ata, sostiene, continuano a lavorare in strutture che in diversi casi non risultano adeguate alle condizioni climatiche attuali. Per la dirigente sindacale l’adattamento degli edifici alle nuove condizioni climatiche deve rientrare negli interventi necessari per garantire ambienti sicuri, salubri e confortevoli.