11 Settembre 2026 - 10:36:22
di Martina Colabianchi
In Parlamento, così come in Regione Abruzzo, è la legge elettorale il tema caldo di questo inizio di settembre, e coincidenza vuole che giovedì in entrambi i casi sia stata una giornata rilevante, soprattutto per le compagini del centrodestra nazionale e regionale.
Se in Senato, dopo attimi di fibrillazione, si è arrivati alla bocciatura in toto degli emendamenti delle opposizioni e al voto unitario sui capolista bloccati, trovando così un compromesso tra i tre più grossi partiti della coalizione del centrodestra che rischiava di spaccarsi sul tema delle preferenze (mal volute da Forza Italia e Lega), in Regione il dibattito è tutto sull’introduzione del collegio unico fortemente voluto dal presidente Marco Marsilio.
Sul tema si è tenuto giovedì un vertice di maggioranza a Montesilvano e, nonostante qualche perplessità di alcuni componenti del centrodestra, il patto sul collegio unico sembra essere stato raggiunto.
L’obiettivo è quello di eleggere i consiglieri regionali sulla base del consenso ottenuto in tutto l’Abruzzo.
In estrema sintesi, l’intero territorio regionale diverrebbe, se la riforma andasse in porto, un unico bacino elettorale venendo così abolita la divisione nelle quattro province. I partiti politici, dunque, si troverebbero a dover presentare liste valide per tutto l’Abruzzo e non più per le singole province.
Marsilio non tira solo dritto rispetto ai pareri discordanti e ai dubbi della sua maggioranza, a anche rispetto alle critiche mosse al collegio unico dai rappresentanti dei Comuni delle aree interne che lanciano l’allarme, da settimane, su un possibile rischio di penalizzazione dal punto di vista della rappresentanza.
Per il presidente Marsilio il problema non esiste e, a sostegno della sua tesi, cita il caso di numerosi consiglieri, eletti nelle passate consultazioni, provenienti da paesi delle aree interne.
Ma anche i Comuni decidono di tirare dritto, e la spinta è soprattutto civica e non politica. A capo della battaglia c’è il primo cittadino di Avezzano Giovanni Di Pangrazio che, raggiunto dalla nostra redazione, annuncia la presentazione e l’adozione di più ordini del giorno nei vari Consigli comunali (nella Marsica ma non solo) che impegneranno le amministrazioni affinché venga perseguita ogni azione necessaria alla tutela della rappresentatività delle aree interne.
Forti di questa azione amministrativa, i sindaci chiederanno un incontro al presidente Marsilio.
«La riforma della legge elettorale è nel programma di governo della Giunta Marsilio – spiega Di Pangrazio -, ma questo non significa che le leggi, seppur ispirate dal programma, non possano essere migliorate».
LAQTV Live