13 Settembre 2026 - 18:30:40

di Tommaso Cotellessa

La ricostruzione post sisma passa per la ricostruzione sociale e di una comunità intera. Questa è una lezione che il Centro Italia ormai ha ben imparato nonostante non sia facile da mette in pratica.

Proprio in questa direzione si muove l’azione della Struttura commissariale sisma 2016 commissario straordinario Guido Castelli che ha annunciato un programma di circa 450 interventi per risorse complessive pari a 1,4 miliardi di euro destinati alla ricostruzione e alla messa in sicurezza delle scuole di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

L’annuncio è arrivato dallo stesso Castelli in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.

«Ricostruire le scuole significa ricostruire il futuro dell’Appennino – ha dichiarato il commissario , rivolgendo il suo augurio a studenti, dirigenti, insegnanti, personale scolastico e famiglie – Per le comunità colpite dal sisma del 2016 – aggiunge – ogni prima campanella assume un significato ancora più profondo: ci ricorda che la ricostruzione non riguarda soltanto gli edifici, ma soprattutto le persone, le relazioni e il futuro dei territori».
     Il piano interessa i Comuni del cratere sismico ma si estende anche oltre i suoi confini, «perché la sicurezza degli studenti non può dipendere da una delimitazione amministrativa». Un passaggio centrale, ha sottolineato Castelli, è rappresentato dall’Ordinanza speciale numero 31 del 2021, con la quale è stato organizzato, attraverso lo strumento dell’accordo quadro, un programma da circa 900 milioni di euro relativo a 227 edifici scolastici.

«Non stiamo semplicemente riparando ciò che il terremoto ha danneggiato – evidenzia il commissario – Stiamo costruendo una rete scolastica più sicura, moderna, accessibile ed efficiente».
 Castelli cita tra i risultati già visibili l’Istituto “Ugo Betti” di Camerino, il nuovo Itts “Eustachio Divini” di San Severino Marche e la scuola “Cagnucci” di Ascoli Piceno.

«Investire nella scuola significa alimentare la restanza e la tornanza – conclude – Una scuola che riapre è il segno più forte di un territorio che non si arrende, che continua a vivere e guarda avanti. Ogni campanella che torna a suonare nei nostri territori è la voce di una comunità che sceglie il futuro»