16 Settembre 2026 - 12:01:58

di Marianna Galeota

La storia dell’approvvigionamento idrico della città dell’Aquila e del comprensorio, dalle origini, passando per le prime opere idrauliche fino ad arrivare ai giorni nostri, è da oggi contenuta in un compendio utile a conoscere il passato, a comprendere le trasformazioni e anche a capire quanto sia complessa la gestione dell’acqua.

Un’opera che esplora la cultura dell’acqua attraverso un racconto corale di altissimo valore, concepito per diventare un patrimonio collettivo della comunità. Il testo unisce il rigore scientifico alla divulgazione, analizzando questa risorsa vitale da diverse prospettive: dalla storia medievale e dall’etimologia idrica del nome della città alle grandi sfide ingegneristiche, fino alle moderne evoluzioni tecnologiche della rete.

È L’Aquila. Città d’acqua, un volume che la Gran Sasso Acqua spa ha voluto nell’anno di Capitale italiana della Cultura per lasciare una testimonianza alle nuove generazioni.

Con i preziosi contributi dei giornalisti Angelo De Nicola e Fulgo Graziosi, di Maurizio Leopardi, già presidente della Gran Sasso Acqua e professore di Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia all’Università dell’Aquila, dei direttori tecnico e amministrativo di Gran Sasso Acqua, Mario Di Gregorio e Raffaele Giannone, e del commissario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, Pierluigi Caputi, la pubblicazione è stata presentata in un partecipato evento pubblico ieri pomeriggio nel nuovo anfiteatro all’incrocio tra via San Giuliano e via Madonna Fore.

Il volume, con l’introduzione del presidente della Gran Sasso Acqua spa Ivo Pagliari, si compone di sei capitoli che affrontano la storia delle origini della città, ripartendo dalla genesi del suo nome, raccontano delle sue fontane, ripercorrono i passi fatti dal primo acquedotto del 1307 all’attuale sistema di captazione e distribuzione, e le trasformazioni avvenute negli ultimi ottant’anni, da “La Ferriera” alla società per azioni, fino all’epoca contemporanea riepilogando gli investimenti messi in campo per, tra le altre cose, la modernizzazione e la digitalizzazione delle reti e gli interventi per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.

«Quello che viviamo è un periodo di transizione dal quale nessuno può sottrarsi e dal quale uscirà tanto più rafforzato e pronto alle sfide del futuro, chi più saprà pronosticare scenari interpretando il presente e preparando le basi per un domani in cui i modelli di produzione e consumo dovranno necessariamente essere più sostenibili – rileva il presidente della Gran Sasso Acqua spa, Ivo Pagliari – L’acqua, bene primario che troppo spesso si continua a dare per scontato, è il fulcro di questo ragionamento, dal quale non può prescindere la sua gestione. All’Aquila la storia dell’approvvigionamento idrico affonda le sue radici in epoche remote e le comunità che hanno fondato e poi abitato la città, persino ricostruendola più volte, hanno contribuito a scrivere pagine importanti»

«Nell’ultimo mezzo secolo, anche quella che dall’inizio degli anni Duemila ha assunto la denominazione di Gran Sasso Acqua, è stata un esempio di gestione pubblica virtuosa del bene. In questa pubblicazione – prosegue Pagliari – abbiamo voluto ripercorrere quasi un millennio, dalla fondazione della città ai giorni nostri, ripartendo dal nome dalle origini controverse, passando proprio per le sfide ingegneristiche che hanno dotato l’intero comprensorio dell’acquedotto che è arrivato a fornire anche i più piccoli comuni di montagna, fino ad arrivare alle nuove sfide che oggi Gran Sasso Acqua si trova davanti, come appunto la sostenibilità e l’innovazione. Grazie al contributo di alcuni esperti, abbiamo realizzato questo volume che vuole essere patrimonio collettivo, a disposizione dell’intera comunità, tecnico ma allo stesso tempo divulgativo, proprio nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della cultura. Convinti che tramandare saperi sia fondamentale per diffondere consapevolezza, in questo caso dell’importanza di una gestione oculata di una risorsa importante come l’acqua. Un compendio utile anche alle future generazioni e a chi, dopo di noi, sarà chiamato a compiere scelte decisive per le future generazioni».