16 Settembre 2026 - 17:00:40
di Martina Colabianchi
Nel quadro dell’andamento dei prezzi al consumo descritto dall’Istat per il mese di agosto 2026, l’Abruzzo figura tra le regioni italiane che registrano un’inflazione superiore alla media nazionale, che ormai continua a salire in maniera costante attestandosi allo +3,3% su base annua.
In Abruzzo, assieme ad altre regioni quali Calabria, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Marche e Veneto, la crescita tendenziale dei prezzi corre a ritmi più sostenuti attestandosi, per quanto riguarda la nostra regione, ad un +3,7%.
Tra le principali cause di questa accelerazione locale vi è, sicuramente, il forte impatto del comparto energetico, che incide maggiormente nei territori con forte dipendenza dai trasporti su gomma e dalla mobilità privata.
L’aumento dell’inflazione è guidato soprattutto dai beni energetici (+17,1% annuo), in forte accelerazione rispetto a luglio (+11,6%). A pesare di più sono il gas naturale del mercato tutelato (+31,0%), il gasolio per riscaldamento (+31,8%), la benzina (+16,3%) e l’elettricità del mercato libero (+18,6%).
Fortunatamente, rallenta il “carrello della spesa: i prezzi dei beni alimentari e dei prodotti per la cura della casa e della persona continuano a crescere in modo moderato (+0,9% su base annua, in lieve calo da +1,0% di luglio), contribuendo a contenere una spinta inflazionistica ancora più marcata.
«Per una regione come l’Abruzzo, caratterizzata da vaste aree interne e montane dove il riscaldamento domestico pesa di più sui bilanci familiari e dove i costi dei trasporti sono già penalizzanti per la mobilità quotidiana, questi numeri si traducono in una stangata sui redditi di famiglie, pensionati e piccole imprese, in territori già segnati dallo spopolamento – avverte Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana -. Nonostante i proclami del Governo sul contenimento dell’inflazione, i dati certificano che il potere d’acquisto di lavoratrici, lavoratori e pensionati abruzzesi continua a ridursi. L’assenza di interventi strutturali sul costo dell’energia rischia di rendere l’Abruzzo, e in particolare le sue aree interne, ancora più esposto a questa nuova ondata di caro-vita. Ma chiediamo anche alla Giunta regionale d’Abruzzo di convocare con urgenza un tavolo su caro-vita e povertà energetica, con misure concrete di sostegno ai redditi più bassi e alle imprese, in particolare nelle aree interne e montane. Allo stesso tempo, a livello nazionale come AVS abbiamo presentato la proposta di legge sullo SbloccaStipendi per adeguare gli stipendi all’inflazione reale».
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